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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Crimini di guerra. Quello che tutti dovrebbero sapere - Roy Gutman / David Rieff Come si evolve il diritto internazionale umanitario - Crimini di guerra. Quello che tutti dovrebbero sapere - Roy Gutman / David Rieff

Crimini di guerra. Quello che tutti dovrebbero sapere è un libro curato da Roy Gutman e da David Rieff, pubblicato nel 1999. Il libro tratta dei crimini di guerra un argomento che rimane purtroppo di stretta attualità in un periodo come quello del secondo millennio dove si assiste ad una accellerazione dei conflitti che sfociano in vere e proprie guerre dove si fronteggiano non solo eserciti nel senso tradizionale del termine ma anche milizie armate che costituisono un vero e proprio stato nello stato. Gli autori esaminano sotto il profilo storico come il diritto internazionale si sia evoluto a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale quando con il processo di Norimberga i vincitori chiamarono gli sconfitti a rispondere dell'accusa di crimini di guerra. La linea di demarcazione del modo di concepire la guerra tra il passato e il presente è stato proprio il processo di Norimberga a partire dal quale emerse l'esigenza di dare delle regole di comportamento che evitassero stragi di civili e deportazioni di massa, purtroppo coloro i quali giudicarono a loro volta si macchiarono di crimini di guerra che vennero giustificati come il male minore rispetto al male assoluto rappresentato dall'ideologia nazionalsocialista. L'esigenza di avere un diritto internazionale condiviso da tutti gli stati rimane solo una pia intenzione, di fatto dal 1945 in poi sono stati migliaia i casi accertati di crimini contro l'umanità nei confronti dei quali la comunità internazionale rimane del tutto impotente, Se riflettiamo su concetti come "Pulizia etnica", "Armi di distruzione di massa", "Genocidio" rimaniamo disorientati davanti all'asimmetrico trattamento riservato agli attori di tragedie che non possono assolutamente giustificate ricorrendo a concetti come il diritto di difesa o di diritto di guerra. Quando poi la risposta per presunti o reali atti di ostilità armata nei confronti di ostilità diventa sproporzionata coinvolgendo la popolazione civile, l'esigenza di avere un Tribunale Internazionale credibile segnerebbe definitivamente il superamento della logica di Norimberga e del giustificazionismo ad oltranza riservato ad alcuni stati che continuano a violare qualsiasi norma del diritto internazionale. Di diritto internazionale parlano tutti a proposito e a sproposito, dimostrazione che quello che contano sono i rapporti di forza tra gli Stati, sembra che ciò che conta è la parola "differenziare" pur di non affrontare questioni intricatissime e allora il modo migliore per contrastare l'ipocrisia diffusa è quella di documentare, denunciare fatti ed eventi in modo che sia l'opinione pubblica mondiale a giudicare e a condannare i responsabili dei crimini contro l'umanità. Questo è quanto suggeriscono gli autori, questa è l'unica strada percorribile soprattutto quando il nebuloso sogno di un Tribunale Internazionale penale continua a rimanere una chimera.

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