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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Il Papalagi

Il Papalagi abita come la conchiglia di mare in un guscio sicuro. Vive in mezzo alle pietre, come la scoloprenda tra le fessure della lava. Le pietre sono tutte intorno a lui, al suo fianco e sopra di lui. La sua capanna è simile a un vero e proprio cassone di pietra. Un cassone con molti ripiani tutto sforacchiato. Il Papalagi passa dunque la sua vita tra questi cassoni. Ora in questo, ora in que cassone a seconda del momento della giornata e dell'ora. Questi cassoni di pietra a loro volta stanno numerosi l'uno addosso all'altro, non li separa nessun albero, nessun cespuglio, stanno come le persone, gomito a gomito, e in ognuno vivono tanti Papalagi quanti in un villaggio delle Samoa. A un tiro di pietra, sulla parte opposta, c'è un'identica fila di cassoni di pietra, di nuovo gomito a gomito, e anche questi sono abitati. E così tra due file c'è una stretta fessura che il Papalagi chiama « strada ». Questa fessura è spesso lunga quanto un fiume ed è ricoperta con due pietre. Qui sono costruite gigantesche scatole di vetro, nelle quali sono disposte tutte le cose di cui un Papalagi ha bisogno per vivere. I cassoni di pietra con tanta gente, le alte fessure di pietra, che scorrono da una parte all'altra come mille fiumi, la gente all'interno, i rumori e gli strepiti, e la sabbia nera e il fumo che tutto ricopre, senza un albero, senza l'azzurro del cielo, senza l'aria limpida e le nuvole - tutto è quel che il Papalagi chiama « città »

Tuiavii Di Tiavea

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