Overblog Tutti i blog Blog migliori Letteratura, poesia e fumetti
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

Pubblicità

La Patristica e il suo filosofare

IL COLLOCAMENTO DELLA PATRISTICA NELLA STORIA DELLA FILOSOFIA

L'età della Patristica comprende un periodo che inizia con il manifestarsi del Cristianesimo e che termina nel sec. VII d.C. Le cesure nette tra la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra sono sempre teoriche e anche per quanto riguarda la Patristica esistono diverse interpretazioni circa il suo collocamento all'interno della storia della filosofia. Infatti anche se la Patristica rientra cronologicamente nel periodo della filosofia antica, diversi storici della filosofia la inseriscono all'interno della filosofia medievale che, oltre alla Patristica, comprende la Scolastica. Dal punto di vista storico i primi Padri apologisti furono contemporanei dei neopitagorici e dei neoplatonici, tuttavia le profonde differenze filosofiche tra gli scrittori del III sec. e il neoplatonismo che si colloca a pieno titolo all'interno della filosofia antica, sono essenzialmente dottrinali e sono determinate dalla presenza o meno dei valori fondanti del Cristianesimo.

LA SITUAZIONE STORICA

Fino al III sec. d.C. l'autorità statale romana fu profondamente ostile nei confronti del Cristianesimo; la situazione cambia con Costantino che con la sottoscrizione dell'Editto di Milano (313) riconosce ai cristiani la praticabilità della loro fede, segnando di fatto la fine della vecchia religione. Il pieno riconoscimento della Chiesa come organizzazione autonoma avverrà con l'imperatore Teodosio e alla sua morte (395) l'impero venne diviso in due Imperi: l'Impero d'Occidente e l'Impero d'Oriente.

Mentre nell'Impero d'Oriente, pur agitato da numerose dispute teologiche, si vive un periodo politico di relativa calma, nell'Impero d'Occidente avviene la dissoluzione dell'autorità statale in seguito all'invasione dei Barbari che andarono a formare dei regni autonomi. In questo clima di decadenza politica, morale e culturale sono i vescovi e i monaci che mantengono traccia della cultura antecedente alle distruzioni operate dai Barbari.

LA PATRISTICA E LE CONTROVERSIE TEOLOGICHE

Nel momento in cui si pensava che dopo la svolta constantiniana la Chiesa avesse raggiunto una certa tranquillità, si va incontro a nuove controversie, nuove discussioni circa i punti essenziali della fede, discussioni che presero una certa diffusione e gravità anche per le continue ingerenze imperiali. Molte passioni nascono come questioni teologiche e cammin facendo prendono il carattere di lotte politiche. Quando c'è in pericolo l'ortodossia della dottrina entrano in gioco gli studiosi che procedono a chiarire e dipanare le controversie. Proprio nel periodo in cui vi è maggior pericolo per l'ortodossia cattolica vi è una fioritura di testi tra gli studiosi cristiani i quali contribuiscono in maniera efficace a difendere e sviluppare i dogmi. Vi è tutta una letteratura cristiana antica sia di lingua greca che latina che aiuterà lo sviluppo della dogmatica aiutata dal fiorire di queste continue eresie, da questi continui sradicamenti ed equivoci circa l'ortodossia. Saranno poi nei grandi concili ecumenici che verranno discussi lungamente i singoli punti sulla corretta dottrina e una parte fondamentale in questa attività di chiarimento venne svolta dai Padri apologisti.

I secoli IV e V dell'era cristiana sono allo stesso tempo il periodo delle grandi eresie, il periodo delle discussioni teologiche e dei concili ecumenici fondamentali per la fede cristiana ed anche il periodo dei più rappresentativi Padri della Chiesa.

Le lotte teologiche sia dal punto di vista cronologico che logico possono essere divise in tre gruppi fondamentali:

  1. Nei primi tre quarti del IV secolo riaffiora la questione trinitaria che era già emersa nel III secolo con i subordinazionisti e i monarchiani. La questione trinitaria riguardava il chiarimento del rapporto tra il Padre e il Figlio e tra le prime due persone (il Padre e il Figlio) e la terza (lo Spirito). Riallacciandosi alle vecchie posizioni subordinazioniste, Ario, l'eretico negava la divinità del Verbo cioè del Figlio, gli pneumatochi ( o Macedoniani) negavano che lo Spirito fosse Dio e che fosse eguale alle due persone. Queste due controversie vengono risolte nei due grandi concili di Nicea (325) e nel I Concilio di Costantinopoli (381). A Nicea si stabilì che il Figlio è Dio e a Costantinopoli che lo Spirito è Dio.
  2. Dalla controversia trinitaria si sviluppò la controversia cristologica in seguito alla posizione di Apollinare di Lauricea secondo cui il Verbo non avrebbe assunto una completa natura umana. Si dovette determinare che rapporto ci fosse in Cristo tra le due nature divina ed umana e si giunse alla condanna dei nestoriani i quali esasperavano la distinzione delle due nature fino a farne due persone e degli eutichiani i quai negavano pure che esistessero le due nature. Entrambe le eresie furono condannate nel Concilio di Efeso (431) e nel Concilio di Calcedonia (451).
  3. La controversia cristologica avrebbe avuto altri strascichi per alcuni tentativi di ripresentare sotto nuove forme la dottrina della sovranità della natura (monofisismo) e della sovranità della potenza (monoenergismo).

In Oriente si hanno eresie prettamente dogmatiche o che riguardano la realtà trinitaria, in Occidente invece il filosofare riguarda il rapporto tra Dio e il cosmo, quindi più incentrato sull'antropologia teologica che riguarda la disputa sulla capacità dell'uomo e su quali conseguenze l'uomo ha avuto con il peccato originale e sul rapporto tra grazia di Dio e libertà dell'uomo.

L'attività di pensiero dei Padri apologeti è nei primi tre secoli della Patrisitca tutta incentrata a difendere la fede cristiana contro gli attacchi del paganesimo e contro le persecuzioni imperiali, in questo periodo il più illustre esponente dei Padri apologeti è San Giustino; a partire da IV secolo la riflessione si sposta a chiarire il rapporto tra il Cristianesimo e la filosofia greca precisando le differenze concettuali tra le due culture e nello stesso tempo stabilendo la conciliabilità tra il pensiero greco e l'ortodossia cristiana che ebbe il suo maggiore rappresentante in Sant'Agostino il quale, pur non essendo un filosofo di professione, influenzò con il suo pensiero tutta la successiva riflessione filosofica sviluppatasi a partire dal VI secolo meglio nota con il termine di "Scolastica".

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: