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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Rapporti tra Cristianesimo e Gnosticismo

La Chiesa dei primi secoli è assalita continuamente da infiltrazioni razionalistiche, da eresie e da scismi; la maggiore infiltrazione razionalistica è rappresentata dallo Gnosticismo, una corrente che affiora già nel periodo apostolico; pare, ad esempio, che negli scritti di Paolo di Tarso ci siano delle allusioni ad infiltrazioni razionalistiche; tuttavia è in un periodo più tardo, itra il 130 e il 18o d.C che si diffondono idee che ebbero la loro genesi in Asia Minore e che più tardi saranno chiamate correnti bizanteneggianti. Una caratteristica della cultura orientale dell'epoca era quella di complicare le cose rendendo più complesse tutte le questioni di carattere filosofico e teologico; il Vangelo, ad esempio, era ritenuto un messaggio troppo semplice rivolto a gente di bassa estrazione sociale. Partendo proprio dal presupposto che una dottrina troppo semplice e puerile va a scapito della sua serietà e della sua autorità, si insinua il tentativo di spiegare in maniera filosofica l'origine del male. Quali sono allora gli elementi comuni tra il Cristianesimo e lo Gnosticismo? Per esempio il dualismo, secondo il quale si contrappone al regno della luce che deriva da Dio, il regno delle tenebre che deriva dalla materia, ritenuta dagli gnostici, increata, eterna, negativa e dalla quale si origina il male. Tra Dio e il creato ci sono poi tutta una serie di esseri intermedi che si chiamano Eoni, sono 365 e sono emanati da Dio.Il mondo come nasce secondo gli gnostici? Il mondo nasce in seguito ad una mescolanza di elementi del regno della luce con la materia, elementi che vengono riorganizzati per opera dell'ultimo di questi 365 eoni. L'ultimo eone viene identificato con lo Yahweh dell'Antico Testamento.

Un altro elemento caratterizzante lo Gnosticismo è la redenzione ritenuta una liberazione di scintille di luce imprigionate nella materia. Chi opera questa liberazione? La opera un eone superiore, il quale assume un corpo apparente. Gesù Cristo è l'eone che libera la luce dalla materia e che non può assumere un corpo reale in quanto avrebbe una macchia che gli deriverebbe dalla materia ritenuta l'origine del male.

Pe quanto riguarda gli uomini, gli gnostici li dividono in 3 categorie:

  1. La prima categoria è quella degli Ilici costituita da persone prevalentemente materiali e più ordinarie.

  2. La seconda categoria è quella degli Psichici a cui appartengono i credenti ordinari, si tratta della categoria in cui si trovano la maggior parte dei credenti.

  3. La terza categoria è quella degli Pneumatici o Gnostici costituita da uomini perfetti, gli unici a partecipare alla redenzione, a questa liberazione della materia.

Gli insegnamenti di questa setta degli gnostici sono divisi in due classi: ci sono insegnamenti essoterici i quali si possono rivelare e gli insegnamenti esoterici che sono riservati solo agli iniziati, a coloro che sono addentro a quella corrente. Bisogna sottolineare che alcuni elementi appariranno anche in seguito come, ad esempio, il dualismo d cui deriva chiaramente la concezione negativa della materia e quindi una tendenza ascetica di rigore estremo che peraltro provocò in alcuni casi reazioni opposte, una licenziosità morale e i centri pincipali dello gnosticismo sono Alessandria in Egitto e Antiochia in Siria e per un certo tempo anche Roma dove si ricordano alcuni gnostici come Basilide, Valentino e Carpocrate. Alcune affinità con gli gnostici presenta Marcione che era un rigorista originario del Ponto, venuto a Roma nel 140 e che rigettava completamente l'Antico Testamento. L'avversario più forte dello gnosticismo fu Ireneo di Lione che scrisse un'opera intitolata “Smascheramento e confutazione della falsa gnosi”.

Nel III sec. Clemente Alessandrino cercherà di dimostrare come il Cristianesimo accoglie e sviluppa gli elementi positivi che sono nella gnosi presentando il cristiano perfetto come il vero gnostico quindi combinazione della ellenizzazione del cristianesimo, volendo dare al cristianesimo una forma filosfica sul modello delle grandi scuole di lingua greca.

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