Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
La dottrina filosofica
Nella formazione di Bernardino Telesio ebbero un grande influenza le impostazioni filosofiche di impronta aristotelica di cui accettò le questioni concernenti la filosofia della natura; purtuttavia non essendo soddisfatto delle argomentazioni fornite dagli esponenti della tradizione aristotelica riteneva che dette argomentazioni non rappresentassero una novità in quanto si limitavano a commentare i testi di Aristotele. Sotto questo punto di vista Telesio ha un duplice atteggiamento: da una parte può dirsi a ragione aristotelico in quanto condivise il problema della natura di derivazione aristotelica, ma dall'altra parte la sua posizione si può definire antiaristotelica in quanto non fu in continuità con quella tradizione.
La filosofia della natura: La filosofia natura -a parere di Telesio- non può essere spiegata seguendo il principio dell'ipse dixit, in base al quale solo i iuxta principia Aristotelis erano in grado di soddisfare pienamente e con coerenza le spiegazioni. Quali sono i "iuxta principia Aristotelis" che Telesio mette in discussione? La natura non può essere spiegata ricorrendo ai principi della filosofia aristotelica quali forma, atto potenza ma deve essere impostata seguendo i principi della natura stessa, quelli che lo stesso Telesio definisce iuxta propria principia.
I principi che spiegano i fenomeni della natura sono la materia, il caldo e il freddo; il caldo e il freddo hanno come loro intrinseca peculiarità quella di essere principi attivi, incorporei che agiscono sulla materia intesa come qualcosa di passivo, inerte, visibile e ovunque uguale. Il caldo è la forza dilatante mentre il freddo è la forza condensante. Freddo e caldo sono forze della natura e fonte di sensibilità e la sensibilità è diffusa tra tutte le cose (pampsichismo) anche se in grado diverso (ilozoismo). La materia in cui esplica l'attività di caldo e freddo è la terra ed è da questa azione che si generano tutti gli esseri della natura. Il rifiuto della fisica aristotelica è la convinzione da parte di Telesio che la teoria aristotelica dell'atto,della potenza e della privazione sia una teoria astratta del tutto insufficiente a spiegare l'attività della natura che deve essere spiegata con principi sensibili, è il sensibile che spiega il sensibile e il sensibile è costituito da materia, dal caldo e dal freddo.
L'uomo e Dio: nella filosofia della natura di Telesio che spazio ha l'uomo? L'uomo in quanto essere animale risponde agli stessi principi della natura, la sua vita biologica è riconducibile ad un principio psichico che è sinonimo di calore, l'intelletto, lo spiritus di derivazione aristotelica trova si risolve e trova la sua ragion d'essere nel senso. L'uomo possiede una facoltà conoscitiva che Telesio chiama cogitativa o estimativa e che corrisponde al termine intellectus secondo la denominazione degli aristotelici.L'uomo possiede oltre allo spiritus un'anima spirituale che egli chiama mens, l'anima non è generata dai genitori ma è creata da Dio, l'anima spirituale o mens è divina in quanto è infusa direttamente da Dio, la sua origine divina ne presuppone a sua volta l'immortalità.
Nell'uomo vi è una duplice natura, è la teoria dei due appetiti (duplex appetendi vis) in base alla quale nell'uomo vi è un appetito intellettivo e uno sensitivo. Secondo questa teoria vi possono essere virtù dello spiritus o virtù della mens, con la prima virtù l'uomo si dirige verso la natura, con la seconda protende verso il mondo soprannaturale (Dio e la religione).
Nonostante Telesio sia un acceso sostenitore della teoria della conoscenza che deriva interamente dalla sensazione, afferma l'esistenza di un Dio creatore facendo appello alla fede e alla ragione. L'esistenza di Dio, tuttavia, viene proclamata rifiutando l'argomentazione del moto e del divenire a favore della teoria dell'ordine della natura. Come sostenitore della filosofia della natura Telesio pur muovendosi all'interno di una teologia cristiana rivisitata, non è interessato a sollevare questioni di ordine teologico ma a proclamare il valore dell'esperienza.
L'esperienza non viene utilizzata per fare indagini sperimentali di tipo fisico-matematico ma per fare affermazioni che appaiono oggi dettate dalla fantasia al punto che venne accusato di fare della metafisica, tuttavia egli non può definirsi metafisico nel senso aristotelico quanto sostenitore di una metafisica materialista che in un certo senso anticipa le posizioni sensiste che si svilupperanno nell'illuminismo francese. Dal punto di vista filosofico la sua posizione metafisica può dirsi di derivazione platonica in quanto presuppone il dualismo della psiche umana: spiritus nel senso di anima sensitiva e mens intesa come anima spirituale creata da Dio.
Coerente con questo credo, anche l'etica di Telesio può essere definita sensista in quanto il dolore e il piacere derivano dal contatto con le cose, dolore e piacere sono quindi fonte del male e del bene. Dal punto di vista etico Telesio sostiene che l'uomo agisce spinto dall'istinto di conservazione che avvalendosi della virtù valuta ciò che è veramente utile o inutile per la propria vita. La concordia o la discordia nella vita sociale, in base a queste teoria, sono condizionate dalla virtù o dal vizio dove vizio e virtù sono sempre una conseguenza della iniziale attività del sentire, vero e proprio motore della conoscenza.
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