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ARISTOTELE
Aristotele afferma che il termine «essere» indica non solo l'essenza o l'oggetto determinato ma anche la qualità, la quantità o ciascuna delle altre categorie. Aristotele pur distinguendo una pluralità di accezioni del termine sostanza chiarisce che l'accezione fondamentale è quella di «essenza dell'oggetto» in altre parole sostanza indica l'essere di una cosa senza alcun riferimento qualitativo. Tutti gli attributi esistono in riferimento alla sostanza di un oggetto particolare, mentre la sostanza esiste di per sè a prescindere dalla loro identificazione. L'essenza spiega Aristotele esiste separata dalle altre determinazioni che possiamo conoscere solo quando conosciamo l'essenza della qualità e della quantità.
Il termine sostanza si usa in quattro accezioni che riguardano:
Spiega Aristotele che «Sostrato è ciò di cui sono predicati le altre cose, mentre esso stesso non è mai predicato», il primo sostrato viene identificato con la materia, il secondo con la forma e il terzo col composto di entrambe, ad esempio in una statua di bronzo che rappresenta una determinata figura, la materia è il bronzo, la forma è la figura rappresentata e il composto di entrambe è la statua. Aristotele è consapevole del fatto che limitare la sostanza alla sola materia non solo non spiega niente ma rappresenta anche una contraddizione in quanto sopprimendo tutte le determinazioni di un oggetto non rimane altro che la materia ma sostenere che la materia è sostanza non è ammissibile in quanto proprietà fondamentali della sostanza sembra -osserva con cautela Aristotele- che siano l'individualità e la separabilità. Il sostrato ultimo non è pertanto una cosa individuale nè le sue determinazioni che gli appartengono accidentalmente ma la sostanza come essenza.
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