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Bellissima è uno di quei film cult che hanno fatto la storia del cinema italiano e che vede come protagonista quella che può essere considerata la più grande attrice del cinema italiano:Anna Magnani.
Il film diretto da Luchino Visconti, venne proiettato nelle sale cinematografiche nel 1951 e rappresenta in modo quasi emblematico lo spaccato di un'epoca (quella postbellica) che permette di comprendere , in parte, l'attrazione fatale verso il mondo dello spettacolo visto anche some strumento di affermazione sociale.
Per quanto siano avvenuti dei cambiamenti profondi nella società italiana nell'arco di un sessantennio, la maggior parte della popolazione italiana proviene da strati popolari che hanno sempre cercato di salire la "scala sociale" per riscattare la propria condizione economica individuale e familiare fino ad arrivare, molto spesso, a sperimentare "scorciatoie" utili per raggiungere lo scopo.
LA TRAMA
La storia è incentrata sull'aspirazione di una madre di far entrare la propria figlia nel mondo del cinema, per raggiungere questo scopo si dedica anima e corpo alla sua formazione; lezioni di danza, portamento, recitazione sono le innumerevoli attività che la bambina è quasi costretta a seguire per riuscire ad entrare in un mondo che ieri, come oggi, viene considerato sinonimo di successo.
La madre è una delle tante madri che ripongono le proprie aspirazioni nelle figlie le quali finiscono per diventare la proiezione delle ambizioni di affermazione che va ben al di là del normale istinto di protezione materno.
Siamo del dopoguerra, le condizioni di vita della maggior parte delle persone sono quelle di un sottoproletariato desideroso di uscire dalle proprie condizioni di miseria e dove il desiderio di costruire è un potente motore che sta mettendo in moto un'economia che per molti è solo di sussistenza.
Maddalena Cecconi per riscattare la propria condizione è disposta a fare i lavori più umili e disparati: dalle punture alle vicine di casa ai lavori domestici, la donna arriverà addirittura a pagare un truffatore pur di fare superare il provino cinematografico che avrà un esito disastroso per la bambina.
Ed è proprio la bambina la vittima inconsapevole di questo desiderio di riscatto, una bambina che sicuramente preferirebbe giocare con i suoi coetanei piuttosto che sottoporsi, quasi rassegnata, ad ore ed ore di prove estenuanti ritenute necessarie dalla madre per superare il tanto agognato provino cinematografico che avrebbe dovuto proiettare la piccola nel mondo del cinema.
Fino a quando arriva il momento dell'agognato provino cinematografico tenuto da quello che allora era considerato il punto di riferimento del cinema italiano. Alessandro Blasetti. Ma ecco che succede l'irreparabile, la bambina si dimostra impacciata e incapace a sostenere la prova al punto che la piccola Maria e mamma Maddalena dovranno subire l'umiliazione delle risate dei presenti, ma questo episodio rappresenterà il momento di liberazione in cui la madre ritornerà a fare la madre nei confronti di una bambina che doveva solo vivere la sua età.
Riflessioni: constatare che la maggior parte della popolazione italiana proviene da quegli strati sociali, non possiamo considerarlo un marchio indelebile nè una colpa che porta a svalutare la ricchezza di un'umanità capace anche di grandi prove di generosità. Il finale del film va proprio in questa direzione, Maddalena ( la madre) dopo che l'illusione si fa delusione, recupera proprio quella autenticità che tutto sommato non aveva mai perso e che le permette di recuperare non solo la figlia, ma anche e soprattutto se stessa.
Bellissima è una di quelle pellicole purtroppo poco proposte al grande pubblico, non staremo ad anlizzare le ragioni del perchè sia finito nel dimenticatoio delle pellicole destinate solo ad un pubblico ristretto forse perchè ci vegogniamo di quello che eravamo? Eppure anche nei film di Totò è presente la stessa umanità solo che l'ironia da lui espressa in un modo così unico costituisce una sorta di velo che riesce a nascondere quello che non vogliamo vedere e che desideriamo dimenticare.