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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Favole di Esopo

Esopo è l'autore delle più celebri favole di ogni tempo, a lui si sono ispirati Fedro e La Fontaine, la sua fama era tale che le sue favole erano già note nell'antica Grecia. Ne conosciamo circa 400 (anche se non nella versione originale), sono tutte caratterizzate dalla brevità e dalla chiarezza dell'esposizione, in genere i protagonisti sono sempre gli animali che si comportano come gli uomini; l'intento di Esopo è di tipo moralistico: usa la favola per condannare o esaltare le abitudini degli uomini.
Esopo è citato anche da Aristofane e Platone che gli attribuirono  un "corpus" di favole che  loro stessi tenevano in grande considerazione proprio per il valore etico che le stesse rappresentavano e per i valori positivi che trasmettevano.
La raccolta che noi conosciamo con il titolo di "Favole di Esopo" è pervenuta sino a noi grazie ai copisti bizantini, si tratta di favole scritte in greco ellenistico e non nel dialetto ionico parlato da Esopo, è quindi probabile che rispetto alle favole originali siano state inserite delle "corruzioni" ad uso e consumo dei compilatori.
 
Uno dei libri che conservo nella mia libreria è  "Favole di Esopo" edito da Bompiani nel 1998, nel testo sono contenute comunque una parte delle favole, quelle più rappresentative e solo in parte note. Essendo impossibile in questo spazio commentare tutte le favole ne ho scelto una tra le tante,  quella che ho imparato a memoria, ecco il testo:

L'ASINO CHE PORTAVA IL SALE

"Un asino carico di sale traversava un fiume. Scivolò e cascò
nell'acqua, dove il sale si sciolse. così, quando si rialzò si sentì più
leggero. Lieto di questo caso, un'altra volta che era carico di spugne,
giunto vicino a un fiume, pensò che, se si fosse lasciato cadere, si
sarebbe di novo risollevato, più leggero; e così a bella posta scivolò
giù. Sennonchè, avvenne che le spugne s'imbevvero di acqua, ed esso,
incapace di rialzarsi morì affogato.
In modo simile, alcuni precipitano nei guai senza avvedersene, proprio in grazia dei loro maneggi".

(Favola tratta dall'opera)

Questa è una favola splendida, intanto è breve, poi è chiara, la possono comprendere tutti sia i presuntuosi che gli umili. L'asino in effetti escogita un metodo valido per fare meno fatica, ma purtroppo si tratta di uno stratagemma che non funzionava in ogni occasione e alla fine  proprio quell'espediente lo porterà alla morte.
A chi è rivolta questa favola breve? A tutti noi in modo tale che nessuno decida di sottrarsi ai propri impegni con dei trucchi perché sempre alla fine si rimane vittima dei propri inganni.
Nella favola sono presenti due episodi distinti, l'avvenimento quindi si svolge in due tempi dove il protagonista è sempre lo stesso ma è la conclusione che è differente. Anche in altre favole Esopo utilizza lo stesso metodo contrapponendo due situazioni antitetiche.

LE FAVOLE DA CONOSCERE

* Per chi è pauroso consiglio la lettura de "Il capretto e il lupo";
* Per chi è litigioso suggerisco "Il corvo ammalato";
* Chi voglia invece comprendere il valore dell'indulgenza legga "Le due
bisacce";
* Chi non si accontenta mai di niente legga "La gallina dalle uova d'oro";

e poi........

* "Il lupo e la vecchia", la favola dell'incoerenza diretta a tutti coloro che predicano bene e razzolano male;
* "La volpe con la coda mozzata" indirizzata a coloro che danno consigli che nascondono altri fini.

Infine "Il gatto e i topi" la cui morale è la seguente: gli uomini accorti e dotati di saggezza quando hanno subito la malvagità di qualcuno fanno  come i topi nei confronti del gatto, non si lasciano più ingannare dalle su ipocrisie e dai suoi tranelli.....

... e tante altre ancora.

"Il topo -dice Esopo- non si avvicinerebbe al gatto, neppure se fosse morto e dalla sua pelle fosse stato ricavato un sacco".

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