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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Foto di gruppo con signora - Heinrich Boll

Il romanzo Foto di gruppo con una signora è la descrizione di una donna di nome Leni che vive all'interno della società tedesca nel periodo immediatamente precedente al crollo del regime nazista.
È un'ambientazione molto particolare quella che Boll riesce a ritrarre: Leni ha poco più di vent'anni ma è già vedova di guerra, oltre ad avere perso il marito, ha perso in guerra il primo fidanzato, il fratello e per motivi legati alla guerra il padre è in prigione.
Immaginiamo la Germania nel periodo che va dal marzo all'aprile del 1945 e immaginiamo una citta della Germania che è ormai un cumulo di macerie dove i vivi si sforzano di condurre una vita apparentemente normale ma che, invece, nella realtà  sembrano assomigliare a delle copie di uomini immerse in un ambiente surreale e tragico.
Questo è l'ambiente in cui è narrata la storia di Leni che per vivere è costretta ad intrecciare delle corone di fiori destinate alle onoranze funebri.
I suoi compagni di lavoro come lei sono persone che la guerra ha pesantemente coinvolto: Kremp un nazista fanatico, mutilato di guerra,  la Wanft e la Schelf, due operaie di fede nazista anch'esse fanatiche, Ilse Kremer un'operaia comunista che è costretta a tacere per non scoprire le sue posizioni, tre donne che si trovano in attesa che, in un modo o nell'altro, abbia fine la guerra, un vecchio balordo che fa il garzone de laboratorio,   infine Walter Pelzer il proprietario del laboratorio funebre che da opportunista prima era nazista, poi nell'imminenza della sconfitta era diventato comunista avendo visto nel contempo sfumare tutti gli affari e finendo coll'essere costretto a dedicarsi all'unica cosa che non risentiva della crisi: gli addobbi funebri.
Questo è il GRUPPO CON SIGNORA che lavora nel laboratorio, fino a quando non capita un operaio forzato, un prigioniero russo che parla bene il tedesco, la giovane Leni si innamora di lui e la nascita di quest'amore idilliaco avviene per un motivo apparentemente banale: un incidente causato da una tazza di caffè.

È tutta la descrizione della situazione che riesce a catturare l'attenzione del lettore: intanto bisogna pensare che in quel clima di economia di guerra il caffè era merce rara e preziosa, quasi introvabile e quei pochi che possedevano un pò di caffè ,erano costretti a mischiarlo con del surrogato in un rapporto che variava da persona a persona: Boll descrive ad un certo punto la preparazione del caffè da parte di tutti i personaggi del laboratorio e lo fa descrivendo prima di tutto  raccontando che ognuno aveva una miscela che in molti casi era di solo surrogato mentre
la miscela di Leni era 1 a 3, cioè una parte di caffè vero e tre parti di surrogato.
Proprio mentre Leni si appresta ad offrire una tazza di caffè 1 a 3 al giovane russo, il vecchio proprietario si stacca la gamba finta e questo provoca lo spavento di tutti e in particolare di Leni a cui cade per terra la tazza di caffè.
Un episodio bellissimo quello descritto da Boll che riesce a svelare tutta l'umanità della protagonista che, pur in un mondo di rovine e di odio, riesce ad essere generosa e a sfuggire alla spirale che attanagliava tutto e tutti.

È  un romanzo assai piacevole per il lettore che si ritrova pagine brevi, una scrittura che non contiene un periodare eccessivamente lungo e dove abbondano nel contempo i particolari descrittivi più minuziosi, le annotazioni di cose apparentemente insignificanti, la caratterizzazione di personaggi che alla fine è difficile dimenticare.
Un'altra cosa che mi sembra pregevole è il frequente abbandono allo humor, il gusto per le scene comiche che non abbandona mai ( come la descrizione della gamba finta) anche quando si tratta di narrare fatti e personaggi che si trovano in un'ambientazione tragica.
Il contrasto che ne esce fuori è unico, da una parte la satira dissacrante dall'altra parte la descrizione di una realtà fatta di stranezze e capricci,il lettore non potrà che averne giovamento.

Il libro è stato pubblicato nel 1971, l'anno dopo a Heinrich Boll viene assegnato il  premio Nobel per la letteratura.

Un libro consigliatissimo.

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