Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Sembra che Corrado Alvaro sia stato messo da parte a favore di autori che vendono di più ma che difficilmente, in molti casi, riusciranno ad essere tanto incisivi quanto lo fu lo scrittore di San Luca.
I suoi temi, i luoghi descritti, i personaggi dei suoi romanzi appartengono al tipico repertorio della letteratura regionale: la Calabria con i suoi pastori, le sue donne, i suoi "pigri signori" che vivono nel paese e non lavorano ma che sfruttano le fatiche dei pastori.
Al pari di Pirandello e Verga, Alvaro riesce ad uscire dall'angusta realtà regionale per porsi all'attenzione di tutti grazie alla sua capacità di fare poesia trasformando persone, vicende e ambienti in qualcosa di simbolico e mitologico.
Il suo scritto più noto è "Gente di Aspromonte" e in particolare è da menzionare, secondo chi scrive, la parte descrittiva che riguarda i pastori in Aspromonte: il pastore non è più il pastore calabrese ma il pastore in assoluto, quello che c'è sempre stato e che possiamo ritrovare in Sardegna, come in Grecia o in un altro paese del Mediterraneo.
La Calabria è prima di tutto il luogo, la meta ideale della nostalgia dello scrittore che attraverso il ricordo ripercorre le fasi della sua infanzia in cui gli affetti erano semplici e incontaminati.
La descrizione del mondo pastorale è caratterizzata da un lirismo che riesce quasi a fermare il tempo come se le figure raccontate facessero parte di un presepe vivente sempre eguale a se stesso.
Eppure , nella realtà c'era poco di poetico, questi servi-pastori erano coloro i quali non avevano assolutamente niente se non la propria fatica, proprio questo essere proprietà di un altro, così Alvaro riesce efficacemente a descrivere:
"Nè le pecore nè i buoi nè i porci neri appartengono al pastore. Sono del pigro signore che aspetta il giorno del mercato, e il mercante baffuto che viene dalla marina".
Nella forte consapevolezza di affrancare queste classi subalterne, Alvaro si prodigò in iniziative come quelle di fornire una scolarizzazione di base a contadini e pastori affinchè anche costoro non conoscessero solo "gli animali come noi conosciamo gli uomini".
Proprio per questa sua capacità di essere scrittore lirico ma nel contempo di avere una grande attenzione verso il mondo di coloro i quali non contano niente, possiamo definire Alvaro come uno dei più grandi narratori del '900, al pari di Verga, di Pirandello o della Deledda e questo significa anche recuperare quella grande scuola letteraria che ancora oggi costituisce l'ossatura della nostra tradizione più autentica e più vicina alle nostre origini.
Narrò di pastori, contadini, briganti e pigri signori.
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