Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
La prima definizione che ci viene in mente quando si parla de "Il Borghese" è quella di giornale storico e storico lo è perchè da quando venne pubblicato il primo numero, il 15 marzo 1950, sono passati oltre sessanta anni.
Ripercorrere la storia del periodico significa ripercorrere un pezzo della storia italiana attraverso il punto di vista di firme molto prestigiose: già nel primo numero gli articoli pubblicati vedevano le firme di Indro Monatanelli, Giuseppe Prezzolini e Giovanni Ansaldo.
Oggi molto è cambiato nella società italiana da quando il periodico venne fondato da Leo Longanesi, all'epoca il periodico aveva un taglio che si poneva, almeno inizialmente, su una linea politica vicina a quella dell'uomo qualunque di Guglielmo Giannini; ma subito dopo Il Borghese si caratterizzò per colllocazione ideologica ben precisa nella variegata galassia della destra, una destra che non sempre era in continuità ideale con le istanze del fascismo che solo dieci anni prima era ancora al potere.
La svolta editoriale arrivò con Mario Tedeschi che divenne poi deputato del Movimento Sociale Italiano, fu proprio Tedeschi che rivitalizzò il giornale fino a farlo diventare il punto di riferimento per tutte le campagne e le inchieste sulla corruzione che già allora dilagava in Italia.
Paradossalmente, secondo quanto da più parti rilevato, la straordinaria capacità organizzativa e il fiuto giornalistico di Mario Tedeschi non riuscirono però a salvare dal declino il giornale che incominciò a perdere lettori nel momento in cui proprio Tedeschi decise di dedicarsi all'attività politica.
Eppure quella di Tedeschi fu la migliore direzione del giornale che in quel periodo vide anche la collaborazione di Gianna Preda, autentica giornalista di razza, che ebbe il merito di condurre delle importanti campagne giornalistiche di denuncia del malcostume dilagante nell'Italia della ricostruzione (ieri come oggi).
Bisogna riconoscere onestamente che la fortuna editoriale del periodico, diventato settimanale, lo si deve a Mario Tedeschi ma anche a Gianna Preda che tenne una seguitissima rubrica di posta per circa venti anni.
Dopo un lungo periodo di oblio , Il Borghese riprese le pubblicazioni a partire dal 1995 prima con Daniele Vimercati e poi con Vittorio Feltri, grazie a Feltri conobbe una terza stagione editoriale che incontrò i favori non solo dei vecchi lettori ma anche di quelli delle nuove generazioni; un successo spiegabile grazie anche alle numerose iniziative editoriali come la diffusione di videocassette e di libri riconducibili alla cultura di destra.
Attualmente "Il Borghese" esce mensilemnte ed è pubblicato per le edizioni "Nuove Idee".
Oggi nel panorama editoriale manca un giornale non asservito a logiche padronali, molti tentativi di occupare quello spazio che occupava Il Borghese di MarioTedeschi e di Gianna Preda sono miseramente falliti forse perché manca, rispetto ad allora, un pubblico autenticamente di destra; il centro-destra è un'altra cosa e molto avrebbe avuto da dire il Tedeschi di quegli anni formidabili su una parte politica che è diventata ormai un coacervo di esperienze politiche che vede ex missini militare con ex socialisti, democristiani e nominati.
Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito:
www.il-borghese.it/