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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Il Delta Di Venere - Anaïs Nin

SCRITTRICE PER CASO O PER FORTUNA QUANDO HENRY MILLER RINUNCIÒ AL'INCARICO

Si racconta che un anonimo collezionista di libri diede l'incarico ad Henry Miller di scrivere dei libri che avessero come argomento il piacere erotico, lo scrittore americano declinò l'invito e passò l'incarico alla sua amica Anaïs Nin che più tardi raccontò come arrivò ad elaborare i suoi libri scandalosi diventati del classici della letteratura erotica.
Riporto il riferimento testuale che si trova nel libro pubblicato per l' "Espresso" nell'ottobre 1990:

"Passavo i giorni in biblioteca a studiare il Kama Sutra, ascoltavo le avventure più spinte degli amici....Tutte le mattine, dopo colazione, mi sedevo a scrivere la mia dose di pornografia..."

Immaginate una bellissima ragazza con l'inclinazione per la scrittura che appena sveglia ha bisogno della sua dose di pornografia e pensate che da questo suo stato di permanente eccitazione sono nati dei libri che non solo hanno avuto il consenso del pubblico (ma questo era immaginabile) ma anche della critica più dotta e più schizzinosa.

Il libro è stato pubblicato la prima volta nel 1969, l'edizione speciale in mio possesso riservata ai lettori dell' "Espresso"  nel momento in cui l'ho acquistata era arrivata al numero XI, se si tiene conto che la prima edizione italiana è stata pubblicata nel 1978, l'editore ha provveduto a ristampare un'edizione all'anno, le numerose edizioni succedutesi sono l'ennesima  dimostrazione di un fenomeno editoriale tra i più longevi  e del riscontro favorevole da parte del pubblico.
Anaïs Nin è stata un autrice apprezzata nel "panorama della letteratura internazionale", il motivo per cui è diventata un fenomeno editoriale, non risiede solo nell'argomento trattato (l'erotismo), ma anche perché a livello pubblico divenne un punto di riferimento importante. Il suo rapporto sentimentale e letterario con Henry Miller probabilmente influì nel suo modo di fare letteratura e la godibilità dei suoi scritti si avverte sin da subito quando si leggono le coloratissime pagine dei suoi libri.

*Nelle parte che segue anticipo alcuni contenuti del libro con le mie riflessioni, diversi capitoli sono dedicati alla figura di una donna, per curiosità del lettore, riporto i nomi e alcune curiosità  legate alla loro figura:

  • Anita, ballerina brasiliana;
  • Matilde, modista di Parigi;
  • Lilith, casalinga sessualmente fredda;
  • Marianne pittrice e prostituta part time;
  • Elena scrittrice insoddisfatta;
  • Maman interessata solo alle contrazioni di una parte dell'anatomia umana;
  • Bijou...un nome che è tutto un programma;
  • Linda che "attraeva tutti i giovani che intuivano che solo da una donna così avrebbero potuto imparare i segreti dell'amore;
  • Mafouka, uomo-donna di Montparnasse che raccontava barzellette sconce.


....e poi figure di uomini come:

  • Il Barone, un avventuriero che aveva passato tutta la vita a spogliare dai propri avere donne ricche e bellissime;
  •  Marcel che portava il fiocco a farfalla, il mantello dei guitti e i pantaloni a righe;
  • Pierre, un quarantenne ancora molto bello.

 

TUTTO PARTE DA UN AVVENTURIERO UNGHERESE

Anais Nin sa incantare quando narra, il romanzo ha inizio con il ritratto di un avventuriero ungherese che così dipinge:

"C'era un avventuriero ungherese dotato di bellezza sorprendente, di fascino infallibile, di cultura, di grazia, dell'abilità di un attore consumato, della conoscenza di molte lingue, e di modi aristocratici" E a tutto questo s'aggiungeva il genio per l'intrigo, una capacità di trarsi d'impaccio e di andare e venire nei vari paesi come se niente fosse" (p.5).

Qual'era la particolarità di questo affascinante signore che aveva come unico obiettivo quello di soddisfare i gusti di ciascuna donna che incontrava? Quando aveva bisogno di denaro, sposava una donna ricca, le rubava ogni cosa e poi scappava in un altro paese, ma ogni donna che lo aveva conosciuto, benché fosse stata spogliata di ogni bene, lo ricordava per la sua capacità di averla fatta volare e dopo questa esperienza nessuna era in grado più di scendere al livello della mediocrità.
Un ritratto che trovo originale e affascinante per quanto gli aspetti consolatori del suo comportamento rimangano solo nella testa delle donne (immaginarie) raccontate dall'autrice, mentre il lettore prova un misto di disprezzo e di invidia per i suoi modi di fare definiti dall'autrice "grandi voli d'aquila".

MA ANCHE IL BARONE VACILLA DAVANTI ALLA BALLERINA BRASILIANA

La lettura del libro è letteralmente avvolgente sin dalle prime pagine quando il Barone incontra una ballerina brasiliana di nome Anita, cosa aveva di particolarità questa donna? Il suo sesso, da qui il titolo del libro "Delta di Venere"; la fantasia di Anais non lesina i dettagli, ecco un esempio che vale molto più di mille parole: il sesso è definito come un gigantesco fiore di serra (devo dire che non ho mai sentito un'analoga descrizione che trovo bellissima e conturbante), ma era così grande che il Barone ne rimase stupito per quanto avesse conosciuto biblicamente centinaia di di donne.
Non entro nei particolari della descrizione mi limito a dire che l'autrice usa la metafora paragonando il sesso della ballerina a delle "camelie rosso sangue" (p.6).

Il Barone invece che particolarità fisica aveva? Leggete il libro per scoprirlo...vi anticipo solo che il Barone una volta diventato vecchio viene abbandonato da tutti.

ALTRO RITRATTO DI DONNA: MATILDE, UNA MISSIONARIA DELL'ELEGANZA

Fino a qualche decennio fa girava l'idea che le donne parigine fossero particolarmente apprezzate per la loro "scienza" in materia d'amore, un po' come le bolognesi sono famose per altre virtù o presunte tali ( non ditemi che non avete sentito dire in giro questa "novella" perché non ci credo, quanto poi alle natie dei luoghi citati non si sentano offese perché l'esistenza di questa fama è vera, di entrambe però non ho potuto appurare l'autenticità), ma ritorniamo al libro e parliamo di questa figura di donna.

Matilde era una modista di Parigi che all'età di vent'anni venne sedotta dal solito Barone, una volta -racconta l'autrice- "si comportò come una missionaria francese dell'eleganza" (ahahahahaha, questa definizione mi piace tantissimo!!). Il suo talento si manifestava nel saper riconoscere immediatamente un buon profumo, un buon vino, un buon taglio di vestiti, pareva una signora di gran classe e rideva sempre.
Una parte del suo tempo lo dedicava alla sua raffinata toelette: " Rimaneva sdraiata a limarsi le unghie e a dipingerle con lo smalto, si spazzolava i capelli biondi....si schiariva i peli del pube con l'acqua ossigenata per armonizzarli con i capelli" (p.17) e .....faceva tante altre cose.


... mi fermo qui per non anticipare troppo e per non togliere il gusto di scoprire i contenuti del libro.


Niente classifiche: ogni autore ha uno stile personale quindi non ha senso comparare  Anaïs Nin a Emmanuelle Arsan o a Pauline Rèage, tanto per fare due nomi importanti nel settore della letteratura erotica. L'importante è non emulare e coltivare le proprie inclinazioni letterarie e la propria creatività e così ha fatto Anaïs Nin che ha uno stile che scaturisce molto anche dalle ossessioni erotiche dell'universo maschile e femminile.
Meglio non usare l'iperbole, per me un capolavoro si può definire tale quando, per valore e complessità, è paragonabile alle opere di autori che non sono monotematici.
Il "Delta di Venere" è, se vogliamo, un ensemble fantastico e vario nel quale ci si imbatte in tipi umani differenti, figure di donne e di uomini che si ricordano per le loro stravaganze, il merito dell'autrice è quello di aver saputo indagare nell'animo umano e questo lo ha fatto con la leggerezza di chi, dispensando ironia e giocosità, sa parlare delle emozioni e dei desideri umani coinvolgendo il lettore. Non è poco.




"A volte leggiamo delle cose che ci fanno capire di colpo di non aver vissuto niente, provato niente, sperimentato niente fino a quel momento" - Anaïs Nin -


 

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