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"Pontifex Valentine" è un bel romanzo nato dalla fervida fantasia di Robert Silveberg, anche qui ci troviamo in un immaginario mondo extraterrestre, il pianeta di Majipoor e lord Valentine è il protagonista di questo racconto di letteratura fantastica che si gioca tutto dentro l'incubo del labirinto.
Fortemente visionario, il libro di Silveberg è il completamento della trilogia che comprende altri due libri "Il castello di Lord Valentine" e "Cronache di Majipoor"; la descrizione del pianeta di Majippor è affascinante ed è quello che in realtà sta alla base anche di molte imprese aereospaziali: il desiderio di trovare un pianeta diverso dalla terra ma con delle possibilità di vita che lo rendano colonizzabile, Majipoor è un pianeta gigantesco dai mari sconfinati e caratterizzato dalla presenza di vaste aree desertiche, a differenza poi della terra è abitato anche da creature dalle parvenze non umane ed è ricchissimo di foreste dalla vegetazione rigogliosa.
Ci troviamo ancora immersi in un ambiente dove è presente la commistione di diversi elementi: terrestri, umani e alieni ma con una differenza fondamentale rispetto ad altri romanzi del genere: l'elemento tecnologico non è prevalente rispetto alla figura in questo del protagonista che continua ad essere un uomo.
Lord Valentine è in questo caso l'eroe moderno che è sempre presente in tutto l'intreccio narrativo e sullo sfondo uno scenario che diventa plausibile nel momento in cui le condizioni di vita, per quanto diverse dalla terra, sono accettabili per i terrestri.
Tutto il romanzo dimostra l'abilità narrativa di Silveberg, abile in quella manipolazione spazio-temporale che immerge il lettore in un tempo indefinito, in una sorta di quarta dimensione dove la cronologia terrestre passa in secondo piano: siamo nel futuro ma anche nel passato, le condizioni di vita del pianeta sono quelle che la Terra ha già visto ma che ha definitivamente perso.
Eppure la Terra e l'uomo rimangono ancora al centro dell'universo, è Lord Valentine che si impone contro il cattivo di turno, in questo modo il lettore per quanto affascinato dall'extra-mondo, ritrova tutti gli elementi che gli sono familiari: elemneti fisici, storici e architettonici.
Bisogna riconoscere al genio di Silveberg di avere avuto un senso dell'estetica straordinario: l'idea del castello come labirinto non è nuova sicuramente ed attinge all'idea del labirinto di Cnosso costruito da
Dedalo, famoso nella mitologia per aver concepito una costruzione dai corridoi inestricabili e di difficile orientamento ma nonostante ciò la sua descrizione lascia incredulo il lettore.
Un altro aspetto importante è che il lettore non viene immerso in una sorta di mondo dove tutto è perfetto e migliore rispetto al mondo terrestre, il potere esiste, Lord Valentine per diventare Pontifex deve lottare, il male non sembra eliminabile neanche in condizioni differenti da quelle terrestri, il dolore non è solo una condizione umana ma è comune a tutte le forme di vita.
La stessa concezione del tempo che Silveberg presenta non è affatto fantascientifica ma è una concezione che trova riscontro nella teoria della relatività di Einstein secondo la quale il tempo non è uguale ovunque per cui è plausibile che ci siano mondi extraterrestri in cui il loro futuro corrisponde al nostro passato e viceversa.
Un altro bel romanzo a cui bisogna approcciarsi con lo stesso spirito a cui si approcciava il lettore a Jules Verne, il padre di molta letteratura fantastica che ebbe il merito di predire il futuro descrivendo circostanze e tecnologie con cui oggi abbiamo familiarità, Silveberg fa questo e il suo Lord Valentine è quello che potrebbe essere l'uomo di domani.
INFORMAZIONI SUL LIBRO
Titolo: Pontifex Valentine
Autore: Robert Silveberg
Editore: Nord
Anno di pubblicazione: 1994
Pagine: 357
Codice ISBN: 8842907553
Articolo di propietà dell'autore