Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
L'ESISTENZIALISMO
Possiamo definire l'esistenzialismo come una corrente filosofica strettamente legata alla crisi del Novecento, proprio questo fatto connotante fa si che l'esistenzialismo possa anche definirsi come "filosofia della crisi", una crisi acuita dalle distruzioni materiali e spirituali che colpirono l'Europa in seguito ai due conflitti mondiali.
Quando si parla di esistenzialismo è bene ricordare che non ci troviamo dinanzi a un sistema filosofico ma davanti a un clima culturale in cui, vari aspetti della cultura umana, l'arte, la letteratura, il cinema, entrarono in relazione con quelle riflessioni legate ai temi dell'esistenza che videro tra i maggiori rappresentanti autori come Kafka, Dostoevskij, Camus, Sartre.
Fu prima movimento culturale e di costume l'esstenzialismo e solo successivamente riflessione filosofica che problematizzò il concetto di verita vista come qualcosa di enigmatico che necessita di una decodifica oppure assume come in Sartre i caratteri dell'emprisimo che rifiutando l'esperienza totalizzante dell'esperienza come un qualcosa di chiuso e concluso ne prospetta la sua apertura al mondo.
E' difficile individuare i padri dell'Esistenzialismo in quanto molti aspetti sono rintracciabili in autori che non possono essere collocati cronologicamente nell'arco temporale che va dalla fine della prima guerra mondiale sino agli anni dello sviluppo della società portindustriale.
Potremo fare risalire sotto certi aspetti l'esistenzialismo addirittura a Sant'Agostino o rinvenire numerose tracce nel pensiero di Blaise Pascal, ma senza dubbio molti degli sviluppi dell'esistenzialismo quale corrente filosofica sono rintracciabili in Kierkegaard, in Nietzsche e in Dostoevskij.
La filosofia dell'esistenza si contrappone alle filosofie dell'essenza, l'esperienza empirica dell'uomo singolo, di quest'uomo-qui che si trova collocato nello spazio e nel tempo è importante; la storia personale di ognuno vista come qualcosa di unico e irripetibile assume una importanza fondamentale per gli esistenzialisti e in Heidegger tale tema sarà sempre corrlato a quello della morte.
L'esistenza è, prima di tutto, essere nel mondo, essndo nel mondo si sfugge all'accerchiamento del mondo come naturalità per immergersi nel mondo, in questo senso l'uomo è progetto, proiezione futura, apertura verso la progettualità intesa come fattiva esstenza.
Jean-Paul Sartre è il più importante rappresentante dell'esistenzialismo francese, per comprendere il significato de:
L'ESISTENZA E' UN UMANISMO
L'opera venne pubblicata nel 1946 dopo una conferenza tenutasi a Parigi nel 1945 proprio sul tema che ne porta il titolo, per comprenderne il contenuto è necessario riallacciarsi ad un'altra celebre opera di Sartre "L'essere e il nulla" dove il pensatore francese coglie la profonda lacerazione che l'uomo vive nella realtà intesa come immediatezza, la realtà non ha nessuna giustificazione, esiste e basta (questa condizione viene chiamata "l'essere in-sè)
La coscienza umana ( che lui chiama "l'essere per-sè) si muove all'interno di questa immediatezza stabilendo una trama di rapporti che costituisce una sorta di fuga dall'immediatezza della realtà.
Questa opposizione fa si che la coscienza costruisca cose irreali e nello stesso tempo annienti il mondo, Sartre parla di NULLA che non va inteso con il significato del linguaggio comune come negazione di un giudizio ma il NULLA E' CIO' CHE FONDA LA POSSIBILITA': la libertà di un uomo dipende dalla libertà di ogni uomo, per cui ognuno si presenta all'altro come possibile sorgente di distruzione, a qualcosa che noi rappresentiamo nella nostra coscienza corrisponde qualcosa che non è quello che noi pensiamo.
La libertà è tale solo se nego l'altro, la mia libertà non è la libertà di un altro, ogni valore esiste perchè ne viene negato un altro: la negazione è reciproca per affermare la mia libertà devo negare l'altro che diventa cosa.
Dati questi presupposti, Sartre parlerà dell'esistenzialismo come umanismo, tema sviluppato in forma compiuta nell'opera; quali sono i contenuti essenziali di questo saggio il cui intento era essenzialmente divulgativo e non filosofico?
-La libertà è la libertà di ognuno, siamo solo liberi di progettare ma non di portare a compimento la nostra libertà che come tale, non sarà mai qualcosa di compiuto, di realizzato.
La mia libertà è il mio destino ma non è la mia scelta che seguirà sempre il percorso di una Storia i cui esiti sono inconoscibili.
Fu questa una critica a quell'atteggiamento che nella dialettica dogmatica marxista portava a guardare ottimisticamente al futuro come realizzazione di quelle " magnifiche sorti e progressive" di illuministica eredità.
-È questa la teoria forse più affascinante di Sartre che ritorna sul tema della morale, criticandone gli assunti kantiani; esiste secondo Sartre una gerarchia della morale nel senso che noi NON SCEGLIAMO TRA DUE POSSIBILITA' MA TRA DUE SIGNIFICATI.
Esemplare è il caso del suicida che rinuncia, all'ultimo momento, di buttarsi da una finestra, per Sartre tale rinuncia non è imputabile alla paura del precipizio ma al significato che è stato caricato prima per cui l'orrore è l'orrore per il nulla che c'è dopo la fine dell'esistenza, il nulla ancora una volta ritorna nella tematica della riflessione sartriana.
Noi siamo liberi perchè diamo un significato alle cose che altrimenti non avrebbero alcun significato, in ciò e solo in ciò , sta la nostra libertà di scelta.
È un libro che affronta con un linguaggio semplice e non filosofico alcuni temi che interessano l'uomo la cui esistenza è un umanismo nel senso che l'uomo è, perchè è progettualità che non non avvenire se non in relazione con l'altro uomo.
L'esistenza non è più un qualcosa di assoluto ma qualcosa che è condizionata dai desideri, dai bisogni, dalle paure, dalle ansie, dalle speranze che concorrono ad evidenziarne i suoi limiti se non addirittura l'assenza di significato perchè noi, solo noi, diamo un senso alle cose ed ecco perchè Sartre definirà noi uomini come "donatori di senso": da questo punto di vista la libertà appare come qualcosa che non può avere un limite in quanto è essa stessa che da significato a ogni singolo aspetto dell'esistenza.
Voto massimo con lode a questo interessantissimo saggio di Sartre.