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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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L'identità - Milan Kundera

 

 

kundera-milan-lidentita.jpgL'identità è un romanzo imperniato su una situazione al limite del paradosso che si crea quando in una coppia entrambi cominciano a temere sulla loro identità vivendo una situazione in cui il reale si confonde con l'irreale, tra ciò che si pensa nella propria intima coscienza e le proprie riflessioni personali. 

Diversi sono i temi trattati nel romanzo che come testo argomentativo ben si presta alla riflessione e tra questi il tema dell'amicizia è uno degli argomenti più importanti affrontati all'interno del rapporto di coppia tra Jean-Marc e la moglie Chantal. 

L'AMICIZIA "È INDISPENSABILE ....PER IL BUON FUNZIONAMENTO DELLA MEMORIA" 

 
Così dice Jean Marc parlando con la moglie Chantal quando ricorda di aver fatto visita in ospedale a un suo carissimo amico fraterno che si trova gravemente malato. 
Il primo punto che Jean- Marc tiene fermo è il seguente: i ricordi fanno parte della persona e ne salvaguardano l'integrità aiutando ciascuno a sentirsi pienamente uomo. 

Ma l'uomo cambia lungo il percorso della vita, cambiano le convinzioni e i valori e quello che si credeva assoluto diventa con il tempo un'altra cosa: da ragazzo Jean-Marc credeva nell'amicizia come valore supremo, come un valore vincolate più forte di qualsiasi altra cosa, più forte anche della religione e dell'idea di patria; ma ad un certo punto questo sentimento fortissimo che poteva valere per Achille e Patroclo o per i moschettieri di Dumas viene soffocato dal pessimismoi al punto che più dell'amicizia, per Jean-Marc, conta la verità. 
Il dialogo tra Jean-Marc e Chantal è un dialogo in cui predomina il cinismo tanto che Chantal definirà l'amicizia una romanticheria, una cosa di altri tempi persino inutile in tempi moderni dove è necessario guardarsi continuamente alle spalle assediati da nemici nei confronti dei quali gli amici possono fare ben poco. 

Il punto in cui il dialogo raggiunge il massimo del cinismo e dell'indifferenza è quando Jean-Marc pensando al mutato significato dell'amicizia, finisce col pensare che l'amicizia può essere al massimo un patto di cortesia: "un contratto basato sullo scambio di riguardi", l'amicizia è ridotta quindi a una frequentazione in cui gli amici quando ti trovi in difficoltà non prendono posizione, evitando in questo modo qualsiasi frizione ed evitando di pregiudicare un rapporto dove è meglio essere discreti e ignorare qualsiasi situazione che potrebe creare contrapposizione. 

In questo dialogo si rivela l'identità di entrambi: sembra che le riserve di Chantal vengano immediatamente contraddette dalle affermazioni che lei stessa fa un momento dopo, a cui fanno da contrappeso i pensieri di Jean Marc che appare disilluso, cinico e pessimista fino a sfiorare il patologico. 

Entrambi i protagonisti non hanno mai una posizione chiara , stanno nell'equivoco e generano confusione, i fraintendimenti diventano così l'effetto di una crisi d'identità in cui entrambi vivono il loro doppio, istante dopo istante e dove il rapporto d'amore diventa un rapporto di complicità nel senso più deleterio del termine. 

Eppure se si pensa che cosa possa diventare un rapporto di coppia con il tempo,si scoprono tanti lati che fanno pensare seriamente che cosa sia necessario mantenere e che cosa rappresenti una degenerazione del rapporto stesso. 
Leggendo i dialoghi tra Jean-Marc e Chantal sembra di ritrovare fatti e personaggi della cronaca dei nostri giorni dove le situazioni possono essere verosimili almeno per ciò che concerne le cause scatenanti che possono portare a una crisi di identità e a che cosa possa condurre vivere una vita a due dimensioni dove l'esterno, l'altro da noi, è qualcosa di pericoloso da combattere perchè può mettere in discussione la nostra sicurezza. 

Ricordate la storia di Olindo e Rosa? 

Consiglio il libro, bello, profondo e scorrevole, Kundera scrive bene ed arrivare fino in fondo è piacevole!

Concludendo possiamo dire che quando l'identità personale e di coppia entra in crisi si vive una realtà doppia


 

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