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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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La filosofia di Ludwig Andreas Feuerbach

LA FILOSOFIA

 Fuerbach è stato il massimo esponente della sinistra hegeliana ma anche il filosofo che mette in crisi i capisaldi dell'idealismo hegeliano. L'obiettivo di Fuerbach fu principalmente quello di demolire il sistema di Hegel attraverso la dimostrazione della sua inconsistenza sottto il piano scientifico. Alla base del suo pensiero vi è una prospettiva antropologica che si fonda su una serie di bisogni biologici da cui l'uomo e la società traggono origine e si sviluppano.

Il pensiero Fuerbach può essere considerato il punto di passaggio dall'idealismo hegeliano al materislismo storico di Marx.

 

 

 

 

 

 

 

Secondo Fuerbach il sistema hegeliano è da ricondurre alla teologia tradizionale trasposta secondo i canoni della logica, partendo da questo assunto chi non rinuncia alla filosofia di Hegel non rinuncia alla teologia. Hegel ha elaborato un sistema teologico espresso in termini logici dove all'idea di Dio che ha creato la natura, ha sostituito quella di un'idea astratta a cui tutto è riconducibile.

 

Fuerbach esprime in modo chiaro e inequivocabile il concetto sopra esposto in questi termini:

 

"Chi non rinuncia alla filosofia di Hegel non rinuncia neppure alla teologia. La dottrina hegeliana, secondo cui la natura, o la realtà, è posta dall'idea, non è altro che l'espressione in termini razionali della dottrina teologica, secondo cui la natura è creata da Dio, o l'essere materiale è creato da un essere immateriale, cioè astratto. Alla fine della logica l'idea assoluta giunge ad una risoluzione nebulosa, quasi per documentare da sè che ha origine dal cielo teologico".

 

La teologia è un non senso logico in quanto Dio e l'Assoluto sono concetti dell'immaginazione che nascono dal bisogno umano. Al di fuori dell'uomo non c'è niente; l'idea di Dio non è altro che un concetto metafisico che l'uomo ha creato per giustificare se stesso.

 

La realtà non è da ricercare nella metafisica ma nell'antropologia, ossia nell'uomo. In base alla teoria espressa da Fuerbach l'uomo è da vedere nella sua concretezza fisica come insieme di senso, cuore e sangue. Questa teoria è nota come "la teoria degli alimenti": gli alimenti si trasformano in sangue, cuore e cervello da cui nascono poi i sentimenti. Dalla natura umana deriva lo spirito pensante.

"La realtà naturale non è la sorella scema, ma è la vera realtà".

 

Ecco cosa scrive Fuerbach a tal proposito:

 

"la teoria degli alimenti è di grande importanza etica e politica. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello, in materia di pensieri e di sentimenti. L'alimento umano è il fondamento della cultura e del sentimento. Se volete far migliorare il popolo in luogo di declamazioni contro il peccato, dategli un'alimentazione migliore, poichè l'uomo è ciò che mangia"

 

Tutta la realtà umana è prodotta dal corpo e dallo spirito, ma i prodotti dello spirito come ad esempio i pensieri e le idee non sono essenze eterne che esistono prima dell'uomo ma nascono e muoiono con gli uomini che le hanno espresse.

 

Tutte le filosofie che scindono l'uomo nella dualità corpo e spirito sono filosofie che alienano l'uomo da se stesso, l'unica filosofia completa che può qualificarsi come filosofia dell'avvenire è l'Antropologia intesa come comunione dell'uomo con il suo simile.

L'uomo come individuo separato dai suo simili non è completo, per Fuerbach solo vivendo in una Comunità l'uomo può conoscere i principi etici, la comunione dell'uomo con il suo simile è il primo principio e il primo criterio di verità.

 

Io posso raggiungere la certezza dell'esistenza fuori da me solo attraverso la certezza dell'esistenza di  un altro mio simile che si trova fuori da me.

 

 

L'UMANISMO RELIGIOSO

 

Fuerbach sostiene che il fenomeno religioso è da ricondursi esclusivamente nell'ambito umano, Dio è quella parte di noi  che vive nell'immaginazione, "Dio - scrive il filosofo tedesco - è la rivelazione dell'uomo, l'idea che l'uomo ha di Dioe l'idea che ha di se stesso".

La religione può essere considerata come un complesso di finzioni, paradossalmente l'affermazione del Cristianesimo che Dio è amore non è altro che il desiderio dell'uomo di infrangere divisioni e contrasti. Anche l'affermazione che Dio è persona non è altro che una proiezione che l'uomo fa di se stesso ponendo se stesso come valore assoluto.


 

"La religione - scrive Fuerbach -è la prima ma indiretta coscienza che l'uomo ha di se stesso.....(essa) procede ovunque la filosofia non solo nella storia dell'umanità ma anche in quella degli individui....La religione cristiana

è l'insieme dei rapporti dell'uomo con se stesso....tutte le determinazioni dell'essenza divina sono determinazioni dell'essenza umana".

 

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