Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
"LA NOSTRA GUERRA 1940-1945 - L'avventura bellica tra bugie e verità" è il titolo di un libro che si dispiega in 300 pagine dense di avvenimenti visti sotto la lente di Arrigo Petacco che è, a nostro parere, perfettamente riuscito ad affrontare un periodo molto complesso con il consueto taglio del giornalista-storico che rende l'argomento interessante e fruibile anche al pubblico non specializzato, non si tratta quindi di un'opera ad uso degli storici ma di una cronaca dettagliata, a tratti anche impietosa, dei fatti dell'epoca; il racconto asciutto, scevro da connotazioni ideologiche consente di avere un quadro chiaro dei tragici fatti di quegli anni.
Petacco si dimostra ancora una volta un grande narratore che racconta un'epopea collettiva pur tenendo in dovuta considerazione le grandi personalità che furono protagoniste di quelle vicende: Mussolini, Hitler, Stalin, Churchill, Rommel, Kesserling, Montgomery ( elenco questo non esaustivo e casualmente citato).
Sicuramente la scienza storica in questi anni ha potuto approfondire, alla luce di nuove documentazioni, fatti e circostanze che hanno riservato delle rivelazioni inaspettate oltre ad aver provocato quelle inevitabili riflessioni maturate in un periodo sufficentemente lungo per avere un quadro il più possibilmente vicino alla realtà dei fatti.
Non c'è dubbio che la disastrosa avventura bellica italiana è stata causata da complicità politiche, da inefficenze volute e a volte provocate oltrechè da doppigiochi e tradimenti che sembrano fare parte della cultura italiana da sempre, Petacco narra con straordinaria forza evocativa quete menzogne volte ad occultare tutta una serie di responsabilità politiche che non furono solo del Fascismo.
Petacco racconta queste vicende con un ritmo appassionante, non indulgendo mai alla retorica ed essendo fedele al presupposto iniziale riportato all'inizio del libro e dedicato ad una ragazza del '43
"Quando comincia una guerra
la prima vittima
è sempre la verità
Quando la guerra finisce
le bugie dei vinti
sono smascherate
quelle dei vincitori
diventano Storia"
È il concetto ben espresso nella frase che Brenno, capo dei Galli, avrebbe pronunciato quando venne sconfitto e catturato dai Romani, ma viene in soccorso anche quanto Winston Churchill che nell'arte della dissimulazione non era secondo a nessuno ebbe a vergare nei suoi scritti:
" In tempo di guerra, la verità è così preziosa che bisogna nasconderla dietro una cortina di bugie"......
Il primo ministro inglese Winston Churchill, ammiratore della prima ora di Mussolini, ebbe -secondo alcuni storici- un ruolo fondamentale nei tragici fatti di Dongo. Secondo la versione ufficiale, il partigiano comunista Walter Audisio sarebbe il responsabile dell'esecuzione di Mussolini, attualmente detta versione risulta poco credibile mentre si propende per la tesi dell'uccisione del Duce da parte di agenti segreti inviati da Churchill il quale avrebbe recuperato tutta una serie di documenti che Mussolini avrebbe custodito in una borsa dalla quale quale non si separava mai. Nè la borsa nè i documenti vennero mai ritrovati.
Tutto iniziò il 10 giugno 1940 con gli italiani che andarono a riempire le piazze dopo avere ascoltato il radiodiscorso in cui Mussolini annunciava che "la dichiarazione di guerra" era "stata presentata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia", gli italiani ( salvo rarissime eccezioni) erano contenti, pensavano di andare a fare una scampagnata, erano convinti che la guerra sarebbe stata di breve durata e vittoriosa, del resto le conquiste travolgenti della Germania hitleriana avevano prodondamente influenzato il morale degli italiani oltrechè di Mussolini.
L'Italia aveva deciso di schiierarsi a fianco della Germania con la certezza da parte di Mussolini di potersi sedere al tavolo della pace, tutti erano tranquilli pensavano che la vittoria era a portata di mano, invece...
È pur vero che in nove mesi Mussolini era viassuto nella più assoluta incertezza e che le sfolgoranti vittorie della Wehrmacht lo spingevano ad emulare Hitler ma questa è solo una parte delle ragioni..
Mussolini inventò L'espressione "non belligeranza" che indicava una "formula ambigua....che ...stava a significare che l'Italia non si dichiarava neutrale, ma che restava schierata al fianco del suo alleato sia pure non combattendo", è straordinario notare che settant'anni dopo è stata coniata un'altra ambigua espressione "missione di pace" per dissimulare missioni di guerra, è straordinaria la fantasia che dimostriamo noi italiani quando si tratta di nascondere la verità o per lo meno di non dire bugie quando si vuole nascondere la verità, a quanto pare i tempi sono cambiati, le generazioni si sono succedute ma l'antico vizio rimane.
Militari italiani durante la Campagna di Russia che ebbe inizio nel luglio del 1941
Il libro è diviso in due parti:
Molto ci sarebbe da scrivere su tanti episodi e fatti che sono ancora lontani da essere compresi, primi fra tutti quelli che permettono di conoscere le vere ragioni dell'entrata in guerra dell'Italia, difficilmente sarà ritrovato il famoso carteggio Mussolini-Churchill dove ci sarebbe una verità dal punto di vista storico sconvolgente e cioè il fatto che l'entrata in guerra dell'Italia venne caldeggiata e incoraggiata dallo statista inglese che vedeva l'Italia in funzione antisovietica.
Dall'autopsia del corpo di Mussolini è emerso che il Duce venne fucilato due volte, la prima da Bruno Lonati alla presenza di un emissario di Churchill che fece sparire l'importante carteggio, la seconda (falsa) fu una messa in scena architettata da Longo e compagni che non volevano che gli venisse tolta la paternità della fucilazione di Mussolini, agli inglesi rimase il compromettente carteggio, a Botteghe Oscure l'oro di Dongo.