Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
La svolta costantiniana diede un forte impulso allo sviluppo dell'arte cristiana, e con la libertà di culto e con le sovvenzioni governative che pare vi siano state per precise disposizioni della corte imperiale, sorgono importanti siti cristiani: a Roma la Basilica di San Pietro che venne costruita con il materiale del circo di Nerone, la Basilica di San Giovanni Laterano e la chiesa di San Costanza. A Gerusalemme la Chiesa del Santo Sepolcro, a Costantinopoli una chiesa sulla quale più tardi sarà costruita da Giustiniano Santa Sofia.
Non è estraneo durante l'epoca costantiniana lo sviluppo di varie istituzioni ecclesiastiche che collegano divise comunità tra loro. Raccordandosi alla struttura statale, la Chiesa crea province ecclesiastiche rette da metropoliti in parte già esistenti nei decenni precedenti e circoscrizioni più grandi dette Patriarcati, ci saranno il Patriarcato di Roma, di Costantinopoli, di Antiochia, di Gerusalemme e di Alessandria, poi la chiesa si organizza in diocesi e province. Dall'altra parte la svolta costantiniana comportò anche degli effetti negativi e delle conseguenze pericolose. Uno dei provvedimenti di Costantino che sarà destinato ad avere una grande influenza nella storia della Chiesa fu una legge del 318 che autorizzava i vescovi a giudicare le cause non solo tra cristiani ma anche tra pagani in qualunque stadio si trovasse il processo quando le parti avessero accettato una soluzione che avesse accorciato la durata e i costi del processi. In questo periodo si formò quindi una concorrenza tra due giurisdizioni: quella statale e quella ecclesiastica, questo fatto avrebbe potuto portare a un miglioramento di una giustizia spesso corrotta ma l'estensione dei poteri del vescovo costituirà un precedente che cambierà molto la fisionomia del corpo di una diocesi spostando la sua attività verso interessi prettamente temporali. Il vescovo cessò di essere un pastore di anime e aumentò il suo prestigio e il suo potere trasformandosi in una sorte di funzionario statale legato strettamente alle sorti dello Stato e del potere governante.
Oltre alla giurisdizione concorrenziale per le cause civili, la Chiesa si aggiudicherà la giurisdizione esclusiva sulle cause dei sacerdoti, nasce così il cosiddetto Foro ecclesiastico che resterà in vigore fino all'Unità d'Italia: quando un sacerdote commetteva un reato non veniva giudicato del tribunale ordinario ma dal tribunale della Curia e nel caso in cui fosse stato condannato non andava in un carcere ordinario ma in uno riservato agli ecclesiastici che si trovava a Tarquinia. In epoca successiva la riflessione che si andrà ad elaborare da parte di numerosi pensatori cristiani, difenderà l'istituzione del Foro ecclesiastico così come delle immunità, come un diritto innato insito nella condizione stessa del sacerdote, una condizione che, secondo questa teoria, implicava l'acquisizione di diritti che di fatto vennero però concessi da Costantino e che portarono ad un aumento consistente delle ricchezze del clero.