Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/48220291@N04/4705684752 (album di National Library Of Norway)
Abbiamo qualche dubbio sul fatto che "La signora del mare" di Henrik Ibsen si possa definire ancora una dramma borghese per lo meno nell'accezione che storicamente si intende con questo termine, prima di tutto perché la società nella quale ha vissuto lo scrittore e drammaturgo norvegese non esiste più e poi anche perché i termini cambiano di significato con il mutare delle condizioni sociali. Non c'è dubbio che oggi rileggere Ibsen significa anche rideterminare la storia entro il nostro immaginario e leggerlo attualizzando una storia come quella de "La signora del mare". In quale misura quindi con l'avvento di una società multimediale che ha cambiato tutto ma non i rapporti tra un uomo e una donna, è possibile riproporre "La signora del mare" dinanzi ad un pubblico di lettori sempre più massificato e sempre più legato e subordinato all'immagine televisiva?
La domanda merita una risposta articolata perché il "drammone" proposto da Ibsen ci presenta il tempo come eterno presente dove la conflittualità tra uomo e donna all'interno di una coppia è di stretta attualità. Distruggiamo quindi la temporalità storica e non pensiamo a una coppia dell'Ottocento borghese ma ad una coppia odierna e soprattutto disancoriamo la storia del dottor Wangel e di Ellida dalla cittadina sul mare che sorge nella parte occidentale della Norvegia, in questo modo si può avanzare una chiave di lettura della storia "normalizzandola" alla realtà odierna e tenendo ben presenti i mutamenti molto rilevanti e importanti che vi sono stati in 120 anni.
Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/48220291@N04/4706077084 (album di National Library of Norway)
La storia de "La signora del mare" non va tuttavia banalizzata nello sforzo di attualizzarne la portata, ma non bisogna neanche frasi prendere dall'impeto dei sentimenti e dell'emotività anche se la questione della rottura di qualsiasi rapporto coniugale tra un uomo e una donna ha delle pesanti ricadute di tipo morale nella vita di una persona. In sostanza Ellida quando decide di non avere più alcun rapporto con Wangel si espone ad un continuo rimbrotto recriminatorio tutto interno ad una coppia. Se pensiamo che molti dei problemi di coppia sono dovuti a problematiche di questo tipo vediamo che il messaggio del sacro e del sublime riguardo alla vita matrimoniale viene neutralizzato completamente dalla rottura del coniugare nel senso sessuale del temine, significato -ricordarlo non è superfluo- da cui deriva il termine coniuge così come viene correntemente usato.
La seconda questione, peraltro attualissima, riguarda quella di un uomo di una certa età, di condizioni economiche molto buone che ad un certo punto decide di sposare una donna notevolmente più giovane che, a sua volta, accetta la proposta di matrimonio se non altro per uscire da una condizione di vita precaria. Ed è questa la condizione di Ellida. La letteratura e il teatro fingono significati e valori, ma poi è inevitabile che si ritorni alla realtà e il rapporto tra Ellida e il dottor Wangel è molto più vero se si considera un fenomeno che si è diffuso sempre di più nel momento in cui la "disponibilità" delle donne italiane al matrimonio è diminuita e gli uomini benestanti e non si sono rivolti alle donne dell'est, le uniche disposte ad accettare la presenza di uomini che non avrebbero avuto alcuna possibilità di trovare una moglie in Italia.
In ogni caso la relazione tra i due che all'inizio è lacerante, si ricompone, perché? Perché alla fine Ellida si rende conto che la buona sorte non accade sempre due volte e che il marito, forse non le piace, ma è un brav'uomo e questo basta per riprendere la vita coniugale incompleta.
Consigliamo pertanto di leggere "La signora del mare" come un'opera aperta, le espressioni quotidiane presenti nel dialogo sono preziose e alla fine della lettura ci si rende conto che i due protagonisti non sono così immaginari come si potrebbe essere indotti a pensare.