Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Quando a partire dagli anni '50 e '60 il movimento della Beat Generation incominciò a diffondersi in tutto il mondo, nessuno avrebbe potuto prevedere che la sua onda lunga sarebbe arrivata fino ai nostri giorni. Per quanto poco rimanga di quell'antico anticonformismo beat, nessun movimento di contestazione e rottura può prescindere da quello straordinario momento (e movimento) di liberazione che caratterizzò un'epoca andando oltre i confini geografici degli Stati Uniti d'America.
E se oggi con un certo conformismo ipocrita, si cerca di stupire con tatuaggi mostrati nelle parti sensibili, nel 1955 le coscienze pie e beghine si scandalizzarono veramente con quello che è l'antesignano di tutti i romanzi di rottura: Lolita del russo Valdimir Nabokov.
Ma la necessità di scandalizzare e provocare caratterizzò tutto il movimento della Beat Generation e trovò i suoi mentori in scrittori come William Burroughs e Jack Kerouac, ma l'ultimo ha avuto la capacità di saper distillare irrequietezza, bisogno di libertà e di vivere una vita all'aria aperta senza nessun tipo di costrizione.
Per conoscere una personalità, un artista, uno scrittore ecc, bisognerebbe sempre leggere gli archivi e in particolare le "carte", le lettere; oggi che abbiamo potenti strumenti di archiviazione, le missive digitali non hanno più il fascino che avevano i vecchi scatoloni pieni di carte e Kerouac fu attento in tutta la sua esistenza a conservare ogni traccia, ogni scritto, ogni copia di una lettera che servisse poi per rafforzare il mito letterario che da sempre circonda il suo nome ed evoca esattamente quello che ho spiegato nelle righe precedenti. E' noto poi che Kerouac conservava anche delle lettere che non spedì mai e che secondo lui sarebbero servite ai posteri, ma non ai critici bensì ai suoi lettori (e naturalmente estimatori).
Un'abitudine questa che potrebbe sembrare una civetteria, ma che in realtà è stata molto utile per capire non solo Kerouac ma anche il movimento della Beat Generation.
"Lettere dalla Beat Generation" è un libro atipico, non è un romanzo organico ma è una narrazione di una generazione, scritto con un apparente impulso (vedi sopra), ricco di frasi compiute alla maniera dell'aforisma in cui Kerouac mette tutto, ma da anche delle indicazioni di genere a chi vorrebbe seguire le sue orme di scrittore contro e maledetto. Ecco la bellezza della scrittura di Kerouac, il suo gusto fabulatorio lo porta ad elaborare un discorso metanarrativo che finisce per coincidere con il suo stesso stile di vita. Ecco allora che questa raccolta irriproducibile può diventare un punto di incontro e un luogo di discussione per tutti gli appassionati non solo della letteratura ma anche della musica, di quella musica che fu profondamente influenzata dai profeti come Kerouac.
"......scrivi di getto, come Céline, come tu stesso una volta mi dicevi di fare, dio santo impara a battere mille parole al minuto, compra due registratori, sconvolgi le stupide leggi, frega i giudici, fomenta le rivoluzioni dalla tua soffitta, tira fuori tutto, porta tutto avanti, in alto, vinci, stelle, Ah, rivolgimenti, appendici, galassie, tempo, etichette, scatenato" (Tratto da "Lettere della Beat Generation).
Bel libro simile al contrappunto.....