Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Anna Magnani nacque a Roma il 7 Marzo 1908, oggi sarebbe ultracentenaria, ma l'età anagrafica conta poco essendo entrata da tempo nel mito e venendo identificata nell'immaginario collettivo come la più autentica interpete dello spirito della gente di Roma, uno spirito popolano e popolare che nessuno dopo di lei ha saputo meglio incarnare e rappresentare. Ci perdoni la brava e bella Sabrina Ferilli ma l'eredità della Magnani è un fardello troppo pesante da portare anche per chi, come lei, ha le qualità di una grande attrice; Nannarella non era solo brava, era spontanea e vera e questa caratteristica l'ha resa unica, insomma la Magnani attrice andava oltre la recitazione e nessuno dopo di lei è riuscito a vivere i ruoli cinematografici interpretati con lo stesso pathos e la stessa naturalezza.
Dal libro di Giancarlo Governi ne viene fuori un ritratto di una donna dal carattere fragile, una donna orgogliosa e generosa, pronta al litigio e nel contempo alla riappacificazione, imprevedibile e istintiva, decisa a contrastare con i fatti il moralismo dei benpensanti dell'epoca, benpensanti che avevano eretto un muro di ipocrisie che oggi potrebbe fare sorridere ma che, anche nell'epoca attuale, sembra difficile da scardinare.
Giancarlo Governi con uno stile espositivo brillante ha saputo scrivere una bella biografia che probabilmente la Magnani avrebbe apprezzato perchè è basata sulle testimonianze dirette delle persone che ne hanno condiviso una parte del percorso della sua esistenza.
Sono molti gli episodi curiosi presenti nel libro come l'aneddoto raccontato da Alberto Sordi, un altro grandissimo del cinema italiano, l'episodio risale al 1943 quando lo stesso Sordi si trovò a fare da spalla alla Magnani, già affermata come soubrette, in una scenetta intitolata "Cappuccetto rosso".
Il giovane Sordi emozionato si rivolse alla Magnani dicendole: "Mi scusi se non sarò disinvolto, ma davanti a lei, capisce...e lei controbattè ""annamo bene, se t'emozioni davanti a Cappuccetto Rosso; se io fossi il lupo, allora, te la saresti fatta addosso". Il giorno dopo Sordi facendo lo spaccone fece indispettire la Magnani che contrariata gli disse "A regazzi', io te faccio cacciare; co' me, certi scherzi nun l'hai da fa, perché io te mando..." poi si fermò e inaspettatamente con un tono di voce materno aggiunse "Ma che, c'hai l'occhi celesti?".
Bel libro, da aggiungere nella lista della spesa!
Per la scheda del libro si veda: http://www.lafeltrinelli.it/products/9788865591802/Nannarella_Il_romanzo_di_Anna_Magnani/Governi_Giancarlo.html