Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Secondo quanto osservato da Ettore Pais discepolo di Teodoro Mommsen, sicuramente il più auotorevole studioso della storia di Roma, sono poche le istituzioni che ebbero un'importanza pari a quelle del tribunato della plebe.
In origine i tribuni della plebe non erano magistrati dello Stato e "non avevano neppure il diritto di penetrare nella Curia".
Solo in un secondo momento il tribunato della plebe diventò una potente magistratura civile ed i "tribuni erano divenuti Senatori", tuttavia a causa delle loro modeste origini, inizialmente non si sedevano nella Curia e solo con il tempo che a tutti gli effetti acquisirono il diritto di discutere con i senatori di origine patrizia.
Ma quando i tribuni della plebe vennero chiamati a far parte del Senato? Nel 206 a.C e fu un certo Fabio Buteone a volere che ne facessero parte. A seguito di questo curioso fatto, venne promulgata una legge, la lex Atinia in base alla quale i tribuni della plebe vennero chiamati a fare parte, secondo diritto, del Senato.
La storia di Roma è la storia dell'attività del popolo Romano, l'alternarsi tra vicende esterne ed interne a favore delle prime, diede forza al Senato e a tal proposito osserva il Pais:
"L'attività del popolo Romano continuò sopratutto ad essere rivolta alle vicende esterne e da ciò ne derivò come logica conseguenza l'accentramento degli affari di Stato nelle mani del Senato. Questi si arrogò sempre più la facoltà di trattare e risolvere questioni rispetto alle quali per i tempi passati era stato necessario tener conto dell'autorità dei tribuni della plebe, spesso avversi e del consenso del popolo raccolto nei comizi".
I COMPITI DEI TRIBUNI DELLA PLEBE
* Controllavano le leve militari;
* Davano protezione a quei plebei che dopo avere compiuto il servizio militare, ne erano esentati;
* Garantivano la libertà a coloro che erano nati liberi e a coloro che si erano affrancati legittimamente, dalla schiavitù.
Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/80146877@N00/6595318079 (Dall'album di Adas Ardor)