Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
LA STRUTTURA DELL'OPERA
Palomar è una delle ultime opere di Italo Calvino, pubblicata nel 1983, è un'opera complessa che potremo definire all'insegna del "Devo" e in cui la componente speculativa è il tratto distintivo di tutta la narrazione.
Chi è il signor Palomar? E' lo stesso Calvino, la componente autobiografica di questo romanzo è evidente, è scritto in terza persona e l'anonimo narratore esterno è Calvino che racconta Calvino/Palomar. Ma Palomar è anche il nome di una famosa stazione di osservazione astronomica statunitense e il Signor Palomar è come l'osservatorio: guarda e contempla il mondo per cercare di capirlo.
L'opera è articolata nelle seguenti tre parti:
ogni parte a sua volta è divisa in nove brevi racconti e comprende in totale ventisette racconti.
Calvino racconta Calvino e il lettore si immedesima in Calvino/Palomar, ecco il gioco straordinario di questa serie di racconti che è lo specchio perfetto dello spirito dell'uomo di ogni tempo che cerca di comprendere lo svolgimento degli avvenimenti e di capire la ragione che regola ed ordina il mondo.
POSSIAMO CAPIRE IL MONDO IN BASE AGLI STRUMENTI CHE ABBIAMO
Ogni volta che cerchiamo di comprendere un fatto o lo svolgersi degli eventi, noi possiamo dare una spiegazione di quel fatto, della società piuttosto che degli eventi naturali in base agli strumenti di conoscenza che abbiamo.
Se i nostri strumenti metodologici sono rozzi e primitivi daremo una spiegazione degli eventi naturali semplice ricorrendo sempre a spiegazioni che chiamano in causa l'ordine soprannaturale, dice infatti Calvino che noi possiamo conoscere il mondo in base a "solo ciò che abbiamo imparato a conoscere in noi".
Si tratterà quindi di una spiegazione fallace che finisce per condizionare non solo la nostra esistenza ma anche quella di tutte le persone con cui entriamo in contatto e l'errore si ripeterebbe per generazioni in quanto l'uomo spiega in base alle sue conoscenze e a quelle che gli sono state trasmesse, da questo atteggiamento nasce il pregiudizio.
Nessun uomo quindi può dare una spiegazione esaustiva del mondo davvero obiettiva perché i suoi strumenti di percezione gli impediscono di mettere a fuoco la complessità della realtà, allora qual'è la soluzione prospettata dal Signor Palomar/Calvino? L'annullamento più totale dell'io, solo annullando la visione soggettiva è possibile dare un ordine al cosmo.
La soluzione prospettata da Calvino è una soluzione radicale, senza ritorno perché l'annullamento dell'io coincide con la morte, se l'uomo impara a pensare alla propria morte (ed è proprio quello che fa Palomar) annulla il proprio io. Si tratta non tanto della morte fisica, anche se nel romanzo Palomar muore pensando alla morte ma di predisporsi nei confronti del mondo mettendo da parte ogni tipo di schema ideologico e scientifico.
LA CONTEMPLAZIONE DELLE STELLE
Uno dei passi più belli del libro è quello in cui il signor Palomar si trova in un momento di meditazione in occasione di una "bella notte stellata" e dice "Devo andare a guardare le stelle" perché dice Devo? Perché il signor Palomar non ama gli sprechi e quindi ritiene che non sia giusto sprecare quell'occasione dato che gli viene messa a disposizione una grande quantità di stelle.
Il procedimento spiegato da Calvino è allegorico, eccone le sequenze:
Dato che il signor Palomar è miope deve continuamente togliersi gli occhiali per aggiustare il cristallino e adattarlo alla visione notturna in modo di essere in grado di spostare gli occhi dalla mappa al cielo e viceversa.
Dopo aver fatto queste operazioni preliminari, Palomar si rende conto che non solo non è in grado di stabilire con esattezza se la stella che sta osservando è quella riportata nella mappa, ma non è nenache in grado di stabilire le dimensioni e le distanze.
Il processo descritto da Calvino è allegorico: l'uomo non riesce a pervenire alla conoscenza e comunque quand'anche dovesse arrivare a coglierne qualche aspetto, si tratta di una visione parziale e contraddittoria.
HA SENSO CERCARE DI CAPIRE E CONTINUARE A INDAGARE?
Chi cerca di capire il mondo rischia di passare per un demente ( è proprio questo il termine usato da Calvino) ed è esattamente quello che accade a Palomar attorno al quale si accalca una piccola folla di persone incuriosita dal suo strano comportamento cercando di capire perché il Signor Palomar se ne sta su di una sdraio "contorcendosi verso sud o verso nord, ogni tanto accendendo la lampadina e avvicinandosi al naso le carte che tiene dispiegate sui ginocchi".
Da quanto si evince dal testo e in particolare dall'episodio della contemplazione delle stelle la conoscenza è condizionata da tutta una serie di variabili che costituiscono un ostacolo insormontabile, ma davanti all'inconoscibile -ecco il messaggio di Calvino- dobbiamo continuare con ostinazione a cercare di capire liberandoci da tutti i pregiudizi.
La conclusione del romanzo è amara: Palomar si rende conto che non solo vive in completo isolamento ma che la società gli è ostile ed indifferente ritenendolo una persona strana e "demente".
Il modo migliore per comprendere i temi affrontati da Calvino è quello di leggere interamente il libro, probabilmente - a parere di chi scrive- è l'opera più matura e complessa della sua intera produzione letteraria ed è quella che pone l'interrogativo che ancora oggi non sembra trovare una soluzione: qual'è il ruolo dell'intellettuale nella società? E' la domanda di sempre che ne precede la sconfitta, ma che non può condizionare la voglia di capire e di conoscere anche rischiando di passare per un demente.
Bisogna sempre cercare di capire, nonostante tutto