Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
La proposta della Commissione per la lotta alla corruzione di rendere pubblici i beni dei parenti fino al secondo grado dei dirigenti della PA e degli eletti, ossia i beni dei figli, della moglie, dei genitori, dei fratelli e dei nonni nasce dall'esigenza di evitare che i beni frutto della corruzione siano intestati ai parenti più stretti. Potrebbe essere un meccanismo di prevenzione che scoraggia i potenziali corrotti, bisogna vedere se la proposta avrà un seguito visto i paletti giuridici che bloccano sul nascere quegli strumenti investigativi e quei meccanismi di trasparenza che da tempo sono utilizzati in altri paesi.
Non c'è dubbio che chi ricopre cariche pubbliche di grande rilevanza deve agire nella più assoluta trasparenza, se un politico diventa immobiliarista e riesce a conseguire degli improvvisi arricchimenti, è necessario che i cittadini conoscano il modo in cui questo avvenuto.
C'è da giurarci che tra la doverosa trasparenza dei politici e dei dirigenti pubblici e la tutela della privacy, prevarrà la seconda.
Negli Stati Uniti non ci si vergogna della ricchezza, in Italia sì. Anche se è stata conseguita onestamente.