Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Claudio Claudiano, un poeta latino vissuto nel IV secolo d.C. scriveva:
"Roma è stata la sola a ricevere i vinti nel suo seno e a prendersi cura di tutto il genere umano sotto uno stesso nome.
Madre e non regina, essa chiama cittadini i suoi sudditi. Noi siamo tutti un popolo solo".
La gloria di Roma visse a lungo grazie alla scelta lungimirante di dare ai vinti gli stessi diritti dei vincitori, la vendetta nei confronti dei vinti era estranea alla politica dei Romani a cui interessavano solo due cose: che si pagassero i tributi e che si rispettassero le leggi di Roma.
Sulla stessa lunghezza d'onda un altro poeta romano, Namaziano che annotava:
"Tu hai dato una patria comune a popoli diversi; tu offri ai vinti di dividere i tuoi diritti, tu hai fatto del mondo intero una sola città".
Oggi con la contradditoria logica dell'esportazione della democrazia contano invece solo due cose: che i "sudditi consumino" e che non si metta in discussione la politica dei nuovi padroni del mondo che ben si guardano di condividere i propri diritti con i nuovi sudditi pronti a prostrarsi al vincitore.