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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Sognavo l'Africa - Gallmann Kuki

EMOZIONI D'AFRICA 

Questo bellissimo romanzo pubblicato in Italia per la prima volta nel 1991 dalla scrittrice Kuki Gallmann che per quanto il nome possa dire il contrario, è nata e ha compiuto il suo percorso di studi in Italia, è un racconto emotivamente coinvolgente per il lettore. 
Nonostante il paragone possa sembrare azzardato un altro celebre romanzo, intitolato "Verdi colline d'Africa" di Ernest Hemingway è in grado di trasmettere quel mal d'Africa che è più che una nostalgia vissuta sull'onda dei ricordi personali, la Gallmann a differenza di Hemingway non riesce a tradire il richiamo originario alla sua terra adottiva e per quanto la trama sia incentrata apparentmente sul ricordo del figlio e del marito morto in Africa, la Gilmann come anche nell'altro romanzo "Notti Africane", mira a comunicare delle emozioni: ricordo, rimorso e rimpianto si rincorrono in una miscela di sentimenti che colpiscono per le capacità narrative della scrittrice che sembra non finire mai di stupirsi per la bellezza del Continente Nero e per le sue creature misteriose. 

Il racconto autobiografico parte dal periodo di studi in Italia della Galmann e poi dal successivo trasferimento avvenuto in Kenia nel 1972, cosa spinge una donna bianca a rimanere in una terra lontana dopo la morte del marito e del figlio, sola e per di più con una figlia ancora piccola e da crescere?. 
Probabilmente gli stessi motivi per cui spingono delle persone a lasciare i luoghi originari per andare in terre lontane dove vi sono culture e abituidini differenti, il viaggio a cui si accompagna la meraviglia e lo stupore per la bellezza dei luoghi, diventa un cammino interiore dopo il quale non è possibile più tornare indietro, sapori, odori, rumori, volti si mischiano creando una sorte di sindrome che rende impossibile qualsiasi adattamento alla terra originaria e come esiste il "mal d'Africa", esiste il male di tante altre terre, forse visitate per caso da turisti che improvvisamente diventano il luogo eletto nel quale passare il resto della propria esistenza. 
Quando nelle vene incomincia a scorrere l'aroma di una terra non esiste più possibilità di ritorno e al frettoloso turista contemporaneo che vede velocemente paesaggi, musei e luoghi di incomparabile bellezza può sembrare alquanto bizzarro che un occidentale decida di lasciare il suo quotidiano per cambiare radicalmente abitudini, ma non è questa forse la motivazione che ha spinto i viaggiatori di ogni epoca a spingersi verso terre lontane e sconosciute?
Al di là della trama e della bellezza del Continente Nero, il libro è l'occasione anche per misurarsi con la forza interiore di questa donna svizzera che con ostinazione persegue un sogno fino a realizzarlo amando la nuova terra più della sua terra d'origine come una figlia adottata che ama la madre che l'ha cresciuta. 

A tratti stucchevole il romanzo rimane comunque un ottimo esempio di bella narrativa, consigliabile prima di un viaggio in Africa.

 

http://giotto.ibs.it/cop/copt13.asp?f=9788804373629

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