Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Se una rivista viene pubblicata da quasi tre decenni con una fomula pressochè immutata e con un grande favore del pubblico, il motivo è da rintracciarsi principalmente in una struttura indovinata fin dagli esordi.
L'Istituto Geografico De Agostini quando decise di pubblicare quello che reca come sottotitolo "L'audiomensile per il tuo inglese" forse non si aspettava che questa bella rivista sarebbe durata tanto; in questi tre decenni sono nate, cresciute e diventate adulte almeno due generazioni di persone, ma la conoscenza della lingua inglese in Italia continua molto scarsa.
Nel 1984 non si era ancora diffuso il dibattito circa la necessità di imparare l'inglese come "la lingua della comunicazione", ma già la tendenza di comunicare in inglese nel mondo che contava si era imposto da qualche decennio.
Spesso chi voleva imparare l'inglese aveva due possibiltà: o iscriversi a una delle tante scuole di lingua inglese o andare all'estero, ma non c'era la possibilità di ascoltare delle conversazioni che non fossero quelle della schematica impostazione scolastica.
Con "Speack-up", nasce la prima rivista di inglese dedicata agli italiani, una rivista non solo da leggere ma anche da ascoltare; ad ogni numero è accluso un supporto audio che consente di ascoltare molti degli articoli presenti all'interno della rivista.
In ogni numero di Speak Up troviamo: interviste, colloqui, brani estratti da trasmissioni telefoniche tutti in lingua originale con la voce autentica dei vari interlocutori; in questo modo è possibile ascoltare tutte le varianti dell'inglese e non solo il cosiddetto British English, si potrà ascoltare per esempio, la parlata di un australiano con le sue cadenze inconfondibili, una conversazione tra due abitanti degli States infarcita di slang ( un gergo tutto statunitense spesso non facile da seguire per l'uso di parole tronche e idiomi appartenenti a determinate aree geografiche) oppure ancora un intervista a un irlandese o l'inglese parlato da un cinese.
Si imparerà quindi ad ascoltare non l'inglese ma i diversi idiomi che hanno sviluppato un inglese particolare con delle cadenze particolari e con un gergo che spesso è sorprendentemente lontano da ogni forma scolastica insegnata.
Gli articoli che è possibile ascoltare, sono contrassegnati dal simbolo del relativo supporto audio in modo che sia possbile distinguere immediatamente i brani che si desidera ascoltare.
Ogni articolo reca a piè di pagina un glossario con l'elenco delle parole di uso meno frequente, delle espresioni che si discostano dal significato letterale originario e ultimo ma non meno importante, spesso viene riportata la trascrizione fonetica delle parole più difficili da pronunciare.
Oltre alla rivista, sovente, vengono allegati alla rivista: libri in lingua originale, guide e piccoli dizionari che permettono di crearsi una biblioteca personale dedicata al mondo della lingua inglese e più in generale alla cultura espressa in questa lingua che non è solo l'idioma più parlato al mondo ma è anche uno tra i più insidiosi perchè un conto è credere di saper parlare l'inglese, un conto è capirlo.
Per imparare una lingua ci vuole pazienza, capacità e voglia di conoscere ed apprendere, Speak Up aiuta i "lettori a mantenere in esercizio il proprio inglese e a perfezionare la conoscenza"