Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
1 Buonsenso, che fu già caposcuola,
Ora in parecchie scuole è morto affatto;
La Scienza sua figliola,
L'uccise, per veder come era fatto.
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2 Gino mio, l'ingegno umano
Partorì cose stupende,
Quando l'uomo ebbe tra mano
Meno libri e più faccende.
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3 Fare un libro è meno che niente,
Se il libro fatto non rifà la gente.
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4 Che fe' calare i Barbari tra noi?
Sempre gli Eunuchi da Narsete in poi.
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In questi quattro brevi componimenti poetici scritti a cavallo degli anni 1848-1849, traspare in tutta la sua evidenza lo stile mordace ed arguto del Giusti che mal sopportando l'erudizione fine a se stessa, pensava che il compito precipuo dell'intellettuale fosse quello di contribuire a creare una coscienza nazionale condvisa,