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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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I GRILLI (Giuseppe Giusti)

I GRILLI

1 Del nostro Stivale

  Ai poveri nani

  Quel solito male

  Dei grilli romani

  In oggi daccapo

  Fa perdere il capo.

2 È vario il rumore:

   Chi predica l'ira,

   Chi raglia d'amore;

   Ma, gira e rigira,

   Rivogliono in fondo

   L'impero del mondo.

3 Nel nobile guitto,

  Che senza un quattrino,

  Ostenta il diritto

  D'andare al Casino,

  Vi trovo in idea,

  Bastardi d'Enea.

4 Non tanta grandezza,

   O seme d'eroi

   Tenuto a cavezza;

   Ritorna, se puoi,

   Padrone di te,

   O Popolo-Re.

_____________________________________

Giusti scrisse "I Grilli" nel 1845 in un periodo caratterizzato da frequenti agitazioni nazionali e liberali in Italia e in Europa; in Italia vi erano varie posizioni che suggerivano diverse soluzioni al problema italiano:  Giuseppe Mazzini  era fautore di una repubblica unitaria; Vincenzo Gioberti, l'esponente più importante dei moderati italiani era sostenitore di una federazione di stati a capo del quale doveva esservi il pontefice. Per Gioberti, infatti, il pontefice era l'unica autorità morale in grado di unificare  tutti gli italiani che, a prescindere dalle loro differenze di usi, costumi e dialetti, si riconoscevano nella comune religione cattolica. Tra i moderati italiani, oltre a Vincenzo Gioberti, gli attori che suggerirono altre soluzioni alla questione italiana furono: Cesare Balbo favorevole a una confederazione  di stati guidata dal Piemonte e Massimo D'Azeglio da sempre ostile alle congiure mazziniane e vicino al re di Sardegna. Oltre ai mazziniani e ai moderati, vi era poi la corrente democratica di cui l'esponente più importante fu il milanese Carlo Cattaneo che era a favore della realizzazione di una repubblica federalista dopo che il Lombardo-Veneto  si era distaccato gradualmente dall'Austria.

Il Giusti, spettatore partecipe degli accadimenti dell'epoca, non perse mai occasione per stigmatizzare il comportamento degli italiani che in quest'occasione definisce "poveri nani" perchè, pur divisi nel sostenere questa o quell'idea, coltivavano l'ambizione di tornare padroni del mondo, ma il Giusti  rivolgendosi ironicamente al popolo italiano gli dice:  "piuttosto che guardare ai fasti del passato, pensa a diventare prima padrone di te stesso affrancandoti dalle potenze straniere che ti tengono in schiavitù".

La storia ha la tendenza a ripetersi!

Caiomario

  

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