Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
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Abbi il coraggio di cononoscere è un bellissimo libro che apre la mente e che costituisce un vero e proprio invito alla conoscenza nel pieno rispetto della dignità dell'uomo.
Non è una novità vedere uno scienziato sconfinare nel campo della filosofia in quanto si tratta di un'invasione di campo solo apparente. Tutte le scienze derivano dalla filosofia che è la madre di ogni conoscenza ed è pertanto "naturale" che le altre scienze spesso ritornino nel grembo di quella disciplina che nacque con un solo obiettivo: capire e comprendere per arricchire la conoscenza.
Ma non c'è conoscenza senza metodo e il metodo scientifico nasce nel momento in cui la ragione si liberò da qualsiasi vincolo morale e d'autorità: prima dell'Illuminismo infatti, tutto il fondamento della conoscenza si basava su quel principio di autorità che può essere riassunto nell' "Ipse dixit" di Aristotele che, senza volerlo, inchiodò l'uomo nelle pastoie della teologia speculativa per secoli.
In questo senso Rita Levi Montalcini con il suo monito "Abbi il coraggio di conoscere" riprende lo spirito di quello che può essere considerato il manifesto programmatico dell'Illuminismo: "I progressi dello spirito umano" di Giovanni Caritat marchese di Condorcet.
Secondo l'illuminato marchese che fu il vero teorico dell'Illuminismo, la ragione arrivò ad emanciparsi solo quando si svincolò da ogni vincolo d'autorità che fino ad allora l'aveva indotta nell'errore.
Quello della Montalcini è un invito ad essere uomini liberi non perché la scienza non possa indurre in errore, ma perché attraverso la scienza è possibile conoscere non cadendo nel pre-giudizio.
Quello di Galileo Galilei è il caso più emblematico di come il pre-giudizio possa fare dei danni tremendi insultando la ragione, eppure le generazioni che ci hanno preceduto si sono appiattite su presunte verità rivelate andando contro la ragione stessa.
Scuole, governi e sistemi educativi sono state improntate sull'ignoranza e la superstizione, condizionando in tal modo, la vita non solo del singolo individuo ma anche di intere nazioni.
Nella storia del pensiero occidentale si è quindi assistito a questo scontro tra seguaci della teologia e sostenitori della fisica che -come ha detto il filosofo Fontenelle- deve elevarsi "fino a diventare una specie di teologia". Il vero problema è quindi non la scienza ma lo scientismo che purtroppo è una degenerazione del "metodo scientifico" di cui la Montalcini illustra i fondamentali.
Tuttavia non c'è altra strada per liberarsi dalle passioni e dai capricci degli uomini che spesso scivolano nella superstizioni, alimentando credenze insensate foriere di tragedie e spesso anche di conflitti laceranti.
Riteniamo che uno dei problemi che costituisce un ostacolo quasi insormontabile per molte persone, sia quello del rapporto con la religione che almeno per quanto riguarda alcune frange estreme del cattolicesimo continua a rifiutare i principi della scienza cartesiana. È bene mettere l'accento su "alcune" perché c'è anche una parte consistente dell'intellighenzia cattolica che si è aperta da tempo alle problematiche della scienza arrivando (incredibile a dirsi) ad ammettere la possibilità di altre forme di vita nell'universo. Una cosa impensabile fino a poco tempo fa quando l'erroneo concetto della centralità dell'uomo nell'universo, escludeva qualsiasi lettura che andasse contro quanto sostenevano le Sacre Scritture. Ovviamente questo modo di interpretare letteralmente la Bibbia ha impedito che si comprendessero le connessioni causali degli elementi naturali.
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Leggere il libro della Montalcini invece apre gli orizzonti della mente e fa comprendere (forse anche ai più riottosi e ai più prevenuti) che la scienza è indispensabile per l'uomo il quale, proprio grazie al progresso scientifico, ha potuto alleviare le sue sofferenze.
Non ci iscriviamo nel "partito della scienza" a tutti i costi, anzi crediamo che dinanzi al progresso tecnologico (un effetto di quello scientifico) serva un atteggiamento critico e la Montalcini di questo ne è ben consapevole quando evidenzia i limiti della scienza e le forti implicazioni di carattere etico che sono connesse a qualsiasi attività di conoscenza che non metta al centro del suo pensiero l'uomo.
Senza dubbio temi come quelli dell'eutanasia e degli embrioni sono temi laceranti ed è per quello che non bisogna "disseccare" la scienza da quello che è il suo obiettivo fondamentale: fare stare bene l'uomo.
La ragione in definitiva non deve mai essere separata dal mondo storico, è questo il messaggio di ottimismo e di speranza che Rita Levi Montalcini lascia in eredità alle nuove generazioni di scienziati.
Consigliamo pertanto la lettura del libro, costa poco meno di 8,00 euro, una cifra irrisoria considerando lo spessore delle riflessioni in esso contenute.
Rita Levi Montalcini è morta il 30 dicembre 2012, lascia un grande vuoto come donna e come scienziata.