Overblog Tutti i blog Blog migliori Letteratura, poesia e fumetti
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU

Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

Pubblicità

Cancroregina - Tommaso Landolfi

siti di article marketing

 

 

Foto0350.jpg

"Cancroregina" è un romanzo di Tommaso Landolfi, scrittore e poeta italiano del Novecento che non è molto noto al grande pubblico e che meriterebbe una maggiore attenzione anche dal punto di vista della promozione editoriale se non altro perchè oltre a pregevoli opere, alquanto originali, ha avuto anche le attenzioni di quello scrittore di razza e intellettuale che risponde al nome di Italo Calvino, il quale non era certo tenero per quanto riguarda i giudizi e il rigore nei confronti dei contemporanei della letteratura italiana. 
Anche Carlo Bo si schierò  dalla parte di Landolfi giudicando come meritoria la  sua capacità unica di saper giocare con la varietà terminologica, utilizzando spesso parole desuete e di uso non comune. 

Il tema trattato in "Cancroregina" è quello di una eccentrica e, a tratti alquanto bizzarra, storia di uno scrittore che non ha avuto il successo sperato, pieno di debiti e assillato da problemi di una quotidianità amara e noiosa; lo scrittore si lascia convincere da uno scienziato folle che è scappato da un ospedale psichiatrico ad accompagnarlo in un folle volo verso la luna, a bordo di una navicella spaziale che lui stesso (lo scienziato) ha costruito e che ha chiamato Cancerogina. 

Il viaggio prosegue senza alcun problema, fino a quando lo scienziato incomincia a manifestare dei segni di disagio e di nervosismo che arrivano ad una vera e propria ostilità nei confronti dello scrittore, accusato di ostacolare il normale volo a causa del peso, in seguito a ciò manifesta il folle proposito di farlo uscire dall'astronave 

Lo scrittore fa la sua contromossa, espelle lo scienziato che si aggrappa alla navicella...il racconto ad un certo punto cambia tono uscendo dalla trama del viaggio; lo scrittore incomincia a riflettere sulla vita in genere, il tono delle riflessioni si fa amaro e surreale. 

Bellissima è questa parte dove Landolfi usa l'astronave e il viaggio come metafora di un viaggio mentale che uscendo dalla realtà consenta di vedere il mondo circostante con altri occhi, occhi di scrittore ma anche di uomo che cerca con disperazione una libertà che non riesce mai a trovare, neanche nelle divagazioni mentali. 

La ricerca ai quesiti assillanti della vita non ha alcuna risposta fino al punto che le elucubrazioni fantastiche ridimensionano quest'ansia investigatrice che non ha alcun approdo se non nella desolante solitudine che diventa cosmica come lo scenario cirocstante. 

Ed è proprio il rientrare nella realtà che ridimensiona ogni velleità di comprensione del mondo circostante, il fantastico si scioglie nel reale conferendo al dialogo il colore grigio di una quotidianità anonima e solitaria. 
Il protagonista si dmostra impietoso verso se stesso e verso la vita in genere non riuscendo a sfuggire al desiderio di lasciarsi andare, abbandonandosi all'immensità temporale e spaziale che non lascia speranza. 

Il confine tra follia e consapevolezza appare nel racconto labile fino al punto di assumere i contorni dell'incomprensione terminologica ingenerando nel lettore stesso una confusione che è la stessa del protagonista afflitto da un'inquietudine esistenziale che non riesce a placarsi in alcun modo se non riemmergendosi nella realtà che appare folle con tutte le sue contraddizioni. 

È un tema complesso quello affrontato da Landolfi nell'apparente leggerezza del racconto, il tema della follia che non ha, spesso, confini definiti e che si manifesta improvvisa, senza preavviso dinanzi ad un mondo di sani per convenzione. 

Landolfi non scade mai nella polemica, il tono per quanto eccentrico invita alla lettura di un romanzo che in talune parti assume dei contorni farseschi che sembrano irridere il lettore e la realtà stessa. 

La follia e la solitudine sono, quindi, una condizione esistenziale permanente e l'ultimo dialogo tra la moglie del protagonista, rinchiuso nel frattempo nel manicomio, e il medico diventano emblematici in quanto il manicomio non è più l'edificio in cui sono rinchiusi i pazzi ma tutta la vita, pervasa dalla follia, è un manicomio. 

Un bellissimo libro di un autore che ha scritto molte altre opere di grande spessore letterario.

Pubblicità
Torna alla home
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: