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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Piccoli equivoci senza importanza - Antonio Tabucchi

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Negli anni Settanta quando si parlava di Antonio Tabucchi, lo si collocava tra i cosiddetti "scrittori della nuova generazione", a distanza di tre decenni si può dire che lo scrittore pisano è stato il più rappresentativo di quel periodo. 
Narratore multiforme ed originale, Tabucchi ha scritto molto trattando diversi generi letterari spaziando dal romanzo storico al giallo; qual'è il miglior Tabucchi? È difficile fare una scelta univoca tra le sue numerose opere perché quando si leggono i suoi romanzi (senza eccezione), si rimane sempre letteralmente presi dalla sua scrittura e dalle tematiche affrontate; eppure anche i più appassionati lettori di Tabucchi possono individuare quei libri che costituiscono i suoi risultati migliori, tra questi va senz'altro annoverato "Piccoli equivoci senza importanza", una gustosissima raccolta di novelle che il lettore potrà trovare stimolante anche in rapporto alle proprie esperienze di vita. 

IL LIBRO 

"Piccoli equivoci senza importanza" è stato pubblicato dall'editore Feltrinelli nel 1985;Tabucchi  era già un autore affermato e apprezzato dal pubblico fin dal 1975 quando apparve nel panorama editoriale con il suo primo romanzo "Piazza d'Italia", un romanzo storico che si può far rientrare nel genere storico-espressionista apprezzabile per la raffinatezza e per alcuni dei temi che saranno poi sviluppati nelle opere successive, primo fra tutti quello della vita come disorientamento. 
Un tema, quello del disorientamento, forse non nuovo e che ritroviamo in alcuni autori della letteratura dell'Ottocento e del Novecento; ma al di là delle affinità letterarie, resta unico il modo in cui Tabucchi ha affrontato l'argomento della vita rilanciandolo secondo una prospettiva postmodernista meno greve anche sotto il profilo dell'esposizione. 

Il libro si compone di 11 novelle brevi dispiegate in 160 pagine; la casa editrice Feltrinelli lo ha pubblicato nella collana "Universale economica", una collana che si caratterizza per il "taglio" essenziale a partire dalla copertina che rientra nella tradizione dei cosiddetti "libri tascabili". Economico è anche il costo, il prezzo pieno di copertina è di euro 6.50. 


LA VITA È APPUNTAMENTO 

Non faremo un riassunto del contenuto del libro che troviamo peraltro alquanto riduttivo, ma ci soffermeremo su uno degli aspetti affrontati nel terzo delle undici novelle di "Piccoli equivoci senza importanza", una novella emblematica la cui trama si sviluppa sull'incontro tra il protagonista e una donna misteriosa, una certa Miriam, a Biarritz, una località balneare francese che si trova sul golfo di Guascogna al confine con la Spagna. 

Ad un certo punto del racconto Tabucchi scrive:

"La vita è un appuntamento, lo so di dire una banalità, Monsieur, solo che noi non sappiamo mai il quando, il chi, il come, il dove. E allora uno pensa: se avessi detto questo invece di quello, o quello invece di questo, se mi fossi alzato tardi invece che presto, o presto invece che tardi, oggi sarei impercettibilmente differente". 

La vita è un appuntamento mancato? La domanda che pone Tabucchi impone una risposta, per tutti -secondo noi- lo è, senza alcuna eccezione, quanto volte crediamo di trovare l'appuntamento giusto per poi scoprire che è solo un'illusione.
Ed è inevitabile che ognuno poi si domandi quale sia il senso della vita che non è mai scontata. Da questa condizione è facile poi passare al disorientamento e la stessa cosa accade per gli incontri con le persone del nostro passato, sono solo fantasmi di cui, spesso, non ricordiamo neppure i nomi. La malinconia è forse l'unica cosa che rimane voltando lo sguardo al passato, uno stato dello spirito non una medicina che aiuta i nostri pensieri a superare i conflitti. 

 

 

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Fonte immagine:http://www.flickr.com/photos/37045530@N05/3464017658 (album di uminuscola)

Tabucchi in "Piccoli equivoci senza importanza" ripropone storie che sembra di aver già visto nel cinema e in altri racconti, ma anche quando appare "manierista" sa riscrivere in modo originale determinati scenari; ritroviamo, ad esempio, Pessoa con il tema dello sdoppiamento, le citazioni poi di altre opere passano in maniera lieve quasi a voler sfiorare in modo discreto quello che altri hanno raccontato cercando di reinterpretarlo in modo non affatto scontato. 

La limpida chiarezza della scrittura di Tabucchi descrive undici storie di passioni, di quotidianità che aiutano a far percepire in modo più distinto il rebus della vita che andrebbe vissuta senza drammaticità, consiglio questo che spesso si riesce dare agli altri ma che siamo incapaci di praticare quando -come scrive Tabucchi- il nostro "tempo ristagna in una pozza di accidia", l'inattività frequentemente ci paralizza impedendoci di reagire e in questa circostanza dobbiamo trovare la forza per cercare un altro appuntamento anche se non sappiamo quale sarà. 


Bel libro da leggere con lo spirito del già visto.

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