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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Carne Verde - Sergio Ramazzotti

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L'AUTORE

 Ogni tanto capitano tra le mani dei libri gustosissimi che non sono stati preannunciati dal solito can can mediatico editoriale, per scoprirli bisogna uscire dalla "cachessia mentale" che toglie la curiosità di scoprire nuovi autori e di venire a conoscenza di libri minori quanto a numero di vendite, ma non per questo meno pregevoli ed interessanti. Inciso a parte e mettendo da parte l'atrofia mentale e cronica del panorama letterario attuale, segnaliamo un interessantissimo libro di sole 112 pagine che rientra nel genere "storico/letterario/antropologico", il libro si intitola "Carne verde" e reca come sottotitolo "La straordinaria storia del peyote, Dio del Texas", scritto da Sergio Ramazzotti è stato edito nel 1999 dall'editore Feltrinelli. 

Chi è Sergio Ramazzotti molti si domanderanno? Non è un carneade della letteratura, è scrittore e giornalista, inviato della rivista "Gulliver", noto agli appassionati del genere reportage, ha girato in tutto il mondo ed è autore di vari libri che raccontano storie vere e in molti casi drammatiche; tra i contemporanei abbiamo diversi autori di spessore che si dedicano a questo genere ma le sue radici affondano in quella interessantissima e feconda letteratura di viaggio il cui iniziatore fu senz'altro Marco Polo. 
All'originalità tematica dei suoi racconti va aggiunta la capacità di saper narrare dell'autore che fa sgorgare dalla sua penna storie che stimolano la fantasia del lettore come il caffè che stimola il cuore e lo eccita. 



CARNE VERDE. LA STRAORDINARIA STORIA DEL PEYOTE, DIO DEL TEXAS 

Immaginate di essere in un angolo sperduto del Texas e di entrare in un saloon dove il tempo sembra essersi fermato, non è la scena di un film di Sergio Leone o di John Ford, al suo interno appoggiati sul banco intenti a bere whiski non ci sono Gary Cooper e John Wayne, ma l'aria è la stessa, quella che si respira da sempre in quella parte degli Stati Uniti ed immaginate di avere a che fare con individui che hanno le pance gonfie di birra e con donne appariscenti che bevono Budweiser (la birra più bevuta negli Usa), questa è la terra in cui fino a 200 anni fa i Comanche si spostavano indisturbati sino a quando i coloni non cominciarono a togliere loro risorse e terre;oggi i loro discendenti, spesso alcolizzati e dediti al folclore rievocativo, sono confinati in una riserva, il contrasto delle situazioni è avvertibile solo da chi visita quei luoghi così come ha fatto l'autore che ci ha consegnato uno straordinario reportage. 

Siamo al confine con il Messico, in quella terra di mezzo c'erano e ci sono cowboy, bovari dai modi sbrigativi e dalla pistola facile, pronti sempre a menar le mani, un tempo portavano la colt, ora preferiscono la Beretta (i tempi cambiano e noi italiani ora siamo famosi in America per fabbricare le migliori pistole del mondo). 
Come ricorda l'autore siamo nella terra di Billy the Kid, Lady Flo, Padre Pinto, John Wesley Hardin il più famoso pistolero di tutti i tempi freddato all'età di soli 42 anni in un saloon. Wesley Hardin è entrato nel mito al punto che oggi andando sulla sua tomba si trovano non fiori ma "bottiglie di birra già scolate, proiettili calibro quarantacinque e una scala reale con carte tragicamente gonfie di pioggia". 

Lo scenario è quello che molti hanno conosciuto (ma non respirato) nei film in cui si racconta di pistoleri e di sfide all'ok corral, ma il luogo magico e "deprimente" narrato da Ramazzotti, scaturisce da un racconto avvincente e vero dove c'è anche un altro protagonista il "peyote", un "piccolo cactus simile a un tumore color verde spento" che viene largamente utilizzato sia come droga che come medicinale. Il peyote -ricorda l'autore- veniva chiamato dai missionari spagnoli "raìz diabòlica" per la sua capacità di provocare delle visioni mistiche; in altri termini è una potentissima droga che ha degli effetti allucinogeni simili a quello dell' LSD, a differenza di questa però è naturale e non sintetica. 

Negli Stati Uniti è vietato coltivare il peyote dato che è una potentissima droga, chi dovesse contravvenire al divieto commetterebbe un reato federale punibile con 5 anni di carcere, ma con un'eccezione: solo una donna aveva l'autorizzazione per detenerlo. Il nome di questa donna era Amada chiamata "Nonna peyote" o "Queen Peyote" o "Santa Amadita". All'epoca in cui venne scritto e pubblicato il libro, Amada Sanchez Cardenas (questo il suo nome completo) aveva più di novant'anni, sono passati 14 anni, se fosse ancora viva oggi avrebbe almeno 110 anni, probabile che, in seguito alla sua morte la "concessione governativa" sia stata trasferita a qualche altra illustre personalità indiana. 

La nonchalance dello stile narrativo di Ramazzotti è una piacevole scoperta ed è interessantissima la storia di questa parte degli Stati Uniti in cui vivono gli ultimi nativi che, come i loro predecessori, continuano a considerare il peyote un dio; ora che le guerre con i bianchi sono finite, ora che la sottomissione è stata accettata, rimane una parte che non potrà mai essere conquistata dall'uomo bianco: la mente e il dio peyote ne è l'emblema. 

CHIAVE DI LETTURA 

Molti si domanderanno perché il governo degli Usa così severo nel perseguire i reati legati al traffico di droga, abbia salvaguardato l'utilizzo del peyote da parte dei comanche, la domanda è legittima e non può essere liquidata con una malevola risposta. Oggi Washington non ha niente da temere da penne e tomawak e non fa questa concessione per "tramortire" legalmente i discendenti di questa fiera tribù, le ragioni sono altre e molto più profonde. Il consumo di peyote da parte dei comanche non serve per sballarsi e distruggere il corpo, non ha assolutamente niente a che fare con le ragioni che stanno alla base del consumo di droga nelle nostre società. Il vicolo cieco a cui porta la droga è prima di tutto un vicolo cieco esistenziale che non ha nessun fine. 
Al contrario -e il governo Usa di questo ne è consapevole- i comanche non sono tossicomani che consumano il peyote per dare una risposta alla proprio angoscia o per cercare lo sballo, ma lo utilizzano in modo controllato per mettersi in contatto con altri mondi e con gli spiriti. 

Insomma niente a che fare con i paradisi artificiali scaturiti dagli effetti psichedelici dell'LSD, è probabile che al lettore comune questi distinguo appaiano troppo schematici, ma il governo statunitense lo ha fatto con consapevolezza al punto da ritenere "Nonna Amada" la detentrice più autorevole di quello stato di grazia magica che da sempre fa parte del rituale di molte popolazioni dell'America centrale e meridionale. 


Consigliamo vivamente la lettura del libro, per chi fosse interessato ad altri titoli sull'argomento rimaniamo a disposizione al fine di fornire tutte le indicazioni. 


 

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/34285523@N06/3226148398 (album di medicinehorse7). Peyote man

 


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