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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Cazzi e canguri - Aldo Busi

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BUSI NON SCRIVE PER VENDERE MA VENDE, TRASGRESSIVO E POETICO HA ATTRAVERSATO GLI ULTIMI DECENNI SENZA ALCUN COMPROMESSO 


Aldo Busi è un narratore di razza, leggere un suo libro è come intraprendere un viaggio non solo fatto di parole che sa assemblare come l'artigiano che crea un'opera unica mai uguale a se stessa, ma anche scoprire persone, odori, sensazioni. La sua verve polemica che molti conoscono in celeberimmi duelli televisivi si stempera trasformandosi in poesia anche quando si tratta di narrare storie aspre che alzano il velo su quell'universo infinito che è l'affettività, oggi pesantemente condizionata da un mondo in continuo cambiamento. 

"CAZZI E CANGURI: POCHISSIMI I CANGURI" QUANDO LA SCRITTURA INTERPRETA E COMUNICA LA VITA 

Quando nel 1994 uscì "Cazzi e canguri: pochissimi i canguri" (questo il titolo completo) vi fu il solito can can polemico degli ignoranti istituzionali, ciò che dava fastidio era la parola "cazzi" messa lì, come uno schiaffo al passo di corsa di memoria futurista, a quanto pare c'è sempre chi ha paura che la vita venga scandagliata mettendone a nudo paure, contraddizioni e assurdità. 
L'importante è però farsi catturare dal fascino della parola e dal movimento della narrazione che Busi come pochi sa rendere sinuosa, sono moltissimi i passi del libro che risultano ipnotici al lettore e credo che una versione da audiolibro con la voce di Busi amplificherebbe ancor più la cadenza implacabile del racconto. 
C'è un episodio raccontato nel libro (vero o verosimile? date le note presenti nelle premesse propendo per la prima interpretazione) che è semplicemente bellissimo, in puro stile Busi: da un fatto ordinario come può essere quello di trovare la propria auto danneggiata, l'autore scopre l'umanità di un giovane che con lealtà e correttezza mette un avviso sul parabrezza dichiarando di essere il responsabile dell'accaduto; questo ragazzo educato e riservato gli ricorda se stesso quando era giovane, la sequenza del racconto è esemplare a partire dall'antefatto che sfocia nell'incontro con chi ha provocato i danni alla propria vettura, la lieve grazia con cui commenta l'episodio è un assaggio d'autore che oltre al paradosso sa soffermarsi su particolari che passano inosservati nella nostra quotidianità. 
La commozione non è solo un'umana manifestazione del comportamento umano, diventa emozione e rivela rapporti tra gli uomini: il riserbo del giovane che Busi avverte nel colloquio telefonico con il giovane a cui vuole regalare dei pattini per ringraziarlo della sua "lealtà e della sua innocenza antica", diventa un ricordo che si tramuta in nostalgia, incertezza e forse rimpianto per quei "rari pensieri della gioventù" che sembra accomunarli entrambi. 

VIAGGIO IN AUSTRALIA : UN VIAGGIO INTERIORE DA PERCORRERE INSIEME 

Il libro più che un racconto su un improbabile viaggio in Australia è un probabilissimo e perciò vero viaggio nella mente che si allontana dai luoghi comuni; per scriverlo Busi ha attinto dalla sua anima romantica ma anche dall'immaginario della sessualità gay. Trovo difficile (e me ne scuso) commentare senza essere reticente ma credo che questo dipenda dal fatto che sia difficile raccontare l'ineffabilità delle sensazioni che provano gli altri e in particolare quelle che solo Busi riesce a narrare in modo così diretto e chiaro da non lasciare spazio ad equivoci. 
Quando Busi racconta anche particolari scabrosi e condivide con noi qualcosa di intimo e personale viene la voglia di immergersi proprio nel modo di esporre il racconto che dimostra una grande intelligenza che pagina dopo pagina arriva a gradini più alti. 
Andiamo al di là delle pruriginose riflessioni sul membro maschile che riguardano un ranger australiano e andiamo a vedere che cosa Busi vuole mettere alla berlina: prima di tutto l'ipocrisia dell'allusione a cui risponde con un linguaggio osceno e poi con una narrazione così personale e provocatoria nei confronti della quale è impossibile rimanere insensibili. 
Devo citare un passo del libro che ritengo più eloquente di molte parole: "La storia della civiltà é la storia dell'ipocrisia che, rarefacendosi nell'unica possibile versione della verità, dà luogo a una convenzione fra le parti". Una massima da incorniciare. 

Il viaggio in Australia più che un viaggio fisico è un'avventura intellettuale, poco importa alla fine se il maschio etero provi disgusto per quanto viene dichiarato in modo così esplicito da non lasciare dubbi, varrebbe la pena citare a tal proposito quanto dichiarato da Busi sul modo di pensare di molti gay, ma non voglio togliere al lettore la curiosità di scoprirlo, basta dire che Busi prende le distanze in modo netto dai gay quando deve parlarci (non dice certi gay ma parla proprio di tutti i gay) il cui vizio è di non avere autonomia di pensiero. 
Busi non appartiene a nessuna lobby gay ed è chiaro poi su altro punto quando dice di non aver voglia di rivedere un altro uomo se manca la grazia, l'intelligenza e l'amore verso la poesia. 
Dalle riflessioni di Busi si potrebbe desumere che l'astinenza sessuale possa essere l'unica strada per non farsi corrompere, può darsi che sia così, sta di fatto che il rimedio all'ipocrisia non può ammettere compromessi se mancano le condizioni per un rapporto autentico e questo va oltre la sessualità etero od omo che sia. 
Parlare in modo esatto (per usare un'espressione di Busi) è l'unico rimedio alla deriva ipocrita che tutto altera, questo è in definitiva uno degli insegnamenti del libro. 

BILANCIO 

In conclusione un lettore non di parte come me, non può che raccomandare la lettura del libro, un libro scritto benissimo, mai banale, spesso commovente e talvolta divertente. 

Dello stesso autore consiglio in particolare la lettura dei seguenti libri (sono solo alcuni dei numerosi che ha scritto): 

* "L'amore è una budella gentile" (assolutamente da non perdere). 

* "Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo", leggetelo e capirete perché noi italiani siamo così (una parte di italiani? Sì, ma sono molti). 

* "Manuale della perfetta Mamma (con qualche contrazione per il Papà)" ...libro che crea scompiglio, ma la vita è questo. 

....e tantissimi altri. 


SCHEDA DEL LIBRO 

Autore: Busi Aldo; 
Editore: Mondadori: 
Genere: Narrativa Italiana; 
Collana: Oscar scrittori del Novecento; 
Anno: 1994 (1^ edizione) la prima edizione è stata pubblicata dall'editore Frassinelli; 
EAN: 9788804501060; 
Pagine 172 ; 
Prezzo copertina: Euro 7,40. 

Citazioni

* "Per me, un uomo vero è colui che ha saputo purificarsi dalla cultura dell'odio e, quindi,della guerra, colui che non ha bisogno di dare identità a un nemico per ritrovare la propria". (Aldo Busi) 

* "Non potendo distruggere gli uomini direttamente, che di essa si sono nutriti fino a elevarla a sistema esemplare nei secoli e millenni, grazie agli uomini sta distruggendo il pianeta per distruggerli indirettamente, ipocritamente, tutti." (Aldo Busi)

 Busi non delude mai, seduce, provoca, infastidisce, gioca con la parola

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