Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
SESTO EMPIRICO
Che cosa è lo scetticismo
Una delle definizioni più efficaci dello scetticismo è stata formulata da Sesto Empirico che gli storici della filosofia collocano nel "terzo periodo dello scetticismo"; vissuto tra il II e il III sec. d.C. è uno dei maggiori esponenti della scuola scettica. Venne soprannominato Empirico per il fatto che aderì alla scuola medica empirica contrapposta a quella dogmatica il cui apparato dottrinario aveva rapporti di contiguità con lo scetticismo filosofico. Di Sesto Empirico ci sono pervenute due opere: una intitolata Schizzi pirroniani (Ipotiposi) e una divisa in due parti intitolate rispettivamente: Contro i matematici e Contro i logici.
Nicola Abbagnano ha osservato che usare il titolo Contro i matematici è improprio in quanto il màtema è l'insegnamento in senso oggettivo, la scienza quale oggetto di insegnamento, noi oggi preferiremmo usare il termne sapere. "I matematici sono quindi i cultori delle scienze, cioè di grammatica, retorica e delle scienze del quadrivio (geometria, aritmetica, astronomia, musica).
Per quanto riguarda il titolo dell'opera principale di Sesto Empirico rileviamo che alcuni preferiscono usare la parola "Lineamenti" rifacendosi alla traduzione del Bissolati del 1917, altri la parola "Schizzi" facendo riferimento alla traduzione di O.Tescari del 1926.
Sul significato di Ipotiposi si rimanda a:
http://it.wiktionary.org/wiki/ipotiposi link
DEFINIZIONE DELLO SCETTICISMO
Scrive Sesto Empirico nella sua opera "Schizzi pirroniani":
"Lo scetticismo esplica il suo valore nel contrappore i fenomeni e le percezioni intellettive in qualsivoglia maniera, per cui, in seguito all'ugual forza dei fatti e delle ragioni contrapposte, arriviamo, anzi tutto, alla sospensione del giudizio, quindi all'imperturbabilità".
Il filosofo e medico greco fa poi dei distinguo esplicativi che oltre a dimostrare la sua grande capacità analitica sono utili per comprendere le differenze che passano tra lo scetticismo vero e proprio che si rifaceva a Pirrone e le altre scuole che avevano elaborato un apparato dogmatico lontano dallo spirito del primo periodo dello scetticismo riconducibile alle teorie della scuola megarica e di Democrito.
Il termine valore va inteso nel senso semplice in rapporto al verbo valere, va inteso quindi nel senso di "esplica la sua efficacia"; i fenomeni sono i dati di senso contrapposti alle percezioni dell'intelletto ossia i dati oggettivi come si manifestano vengono contrapposti alla rappresentazione che l'intelletto si fa di essi.
Quel che assume rilevanza nella spiegazione fornita dallo stesso Sesto Empirico è l'espressione "in qualsivoglia maniera" con la quale intende che questa contrapposizione avviene nei più svariati modi senza che vi sia l'intento di dare una spiegazione su come si manifestano "ma prendendo queste denominazioni nel loro significato semplice e piano".
Attraverso questo approccio lo scettico deve pervenire alla fine alla sospensione del giudizio e alla imperturbabilità. Davanti ai fenomeni e alle percezioni intellettive che si manifestano con "egual forza" contrapponendosi gli uni alle altre, lo scettico deve avere un atteggiamento della mente di neutralità per cui non accetta nè rifiuta, sospende il giudizio per pervenire poi all'assenza di turbamenti e alla serenità di spirito.
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La versione completa di "Schizzi pirroniani" di Sesto Empirico può essere acquistata su IBS, si tratta di una riedizione dell'opera tradotta da O.Tescari già pubblicata nel 1926 ( link).
Per conoscere il giudizio espresso da Sesto Empirico sullo scetticismo accademico di cui egli fu fiero oppositore si consulti il seguente testo: