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SESTO EMPIRICO
Gli scettici non sopprimono i fenomeni
Sesto Empirico respinge l'accusa di coloro i quali affermano che gli Scettici vogliano sopprimere le rappresentazioni sensibili; il modo di procedere degli scettici -spiega Sesto Empirico- non è quello di investigare su un dato fenomeno ma "intorno a ciò che si afferma" su di esso.
Per essere convincente egli fa l'esempio del miele: il miele produce in noi una sensazione di dolcezza, ciò che è oggetto di ricerca "è quello che si afferma, cioè, se esso miele sia dolce".
L'affermazione può apparire paradossale perchè indagare sulla sensazione di dolcezza che si prova mangiando il miele significa indagare sulle caratteristiche del miele stesso, tuttavia bisogna ritornare alla premessa iniziale e che riguarda l'accusa rivolta agli scettici di volere sopprimere i fenomeni, in realtà si tratta di un'accusa priva di fondamento in quanto gli Scettici indagano e accertano la verità o la falsità di una determinata affermazione e non accettano in modo passivo le "asserzioni temerarie" dei dogmatici che, se non verificate, possono nascondere l'inganno.
Dal punto di vista metodologico Sesto Empirico propone un criterio di verifica di una determinata teoria, cioè se una teoria si basa su asserzioni false oppure vere. La discriminazione tra falso e vero viene ricondotto ai fenomeni stessi che sono veri se trovano riscontro in una comune percezione.
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