Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
"Dimmi come parli e ti dirò chi sei" oppure "Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei", questo può essere in sintesi lo spirito di "E tu allora? Il conflitto nella comunicazione quotidiana" scritto da Marina Mizzau. Il pregio del libro sta a nostro parere nell'aver affrontato "temi non nuovi" in modo semplice ma efficace ricorrendo a numerosi esempi tratti dalla vita quotidiana e in genere dal vasto mondo della comunicazione con la quale abbiamo tutti a che fare.
Uno dei primi temi affrontati in un qualsiasi corso di "analisi transazionale" parte dalla seguente domanda "Quante sono le persone che si nascondono in una stessa persona?" e soprattutto "quando una persona mi rivolge una domanda, chi ho davanti?" Se nessuna comunicazione è neutra, si arriva alla conclusione che noi stessi non rispondiamo sempre allo stesso modo pur usando le medesime parole.
Il modo in cui rispondiamo, il tenore e il tipo del nostro comunicare sono quindi sempre in relazione allo stato d'animo che abbiamo in quel preciso momento.
Può così accadere che una persona risponda in maniera distaccata, oppure che la stessa ci appaia riflessiva e comprensiva, ma quello che è più interessante è sapere che nessuno è in grado di assorbire il colpo di una risposta inattesa.
Oltre a questi aspetti che vengono esaminati in modo esaustivo nel libro, è interessante conoscere anche le possibili reazioni a uno stimolo e nello stesso tempo quali possono essere gli indicatori che consentono di capire quegli accorgimenti servono per comunicare attraverso il linguaggio del corpo. In molti casi questi accorgimenti sono delle vere e proprie scorciatoie per dissimulare, coprire e nascondere altri comportamenti, ecco allora che entriamo in quell'area nebulosa che riguarda la struttura della personalità e gli stati dell'io.
I PRIMI CINQUE ANNI DI VITA SEGNANO TUTTA L'ESISTENZA, E' IN QUEL PERIODO CHE SI FORMANO GLI STATI DELL'IO
Se, ad esempio, osserviamo una persona (ma si potrebbe raggiungere il medesimo risultato osservando se stessi anche se ciò comporta molte difficoltà) si nota che la stessa cambia continuamente comportamento e questo comportamento si modifica con tanta più velocità quanto più cambiano le situazioni. Queste modifiche riguardano l'individuo nella sua totalità che comprendono l'espressione del volto, la gestualità, le parole che adopera, il modo di porsi con il corpo ecc., in parole molto povere ogni persona può passare velocemente attraverso i cosiddetti "tre stati dell'io" che si formano nei primi cinque anni di vita di esistenza e rimangono inalterati per tutto il resto della vita.
Questi stati dell'io sono attivati e stimolati anche da situazioni esterne che sono in grado di richiamare alla mente fatti avvenuti in passato e che vengono registrati (inconsapevolmente a livello cerebrale).
Ma esiste un approccio metodologico per dissimulare le conflittualità? La risposta è affermativa ed è possibile attivare questi dispositivi nei più svariati contesti. L'autrice esamina tutta una serie di situazioni in cui questo approccio metodologico viene utilizzato, la riflessione conseguente per il lettore può essere duplice: fermarsi alla pura conoscenza di queste situazioni o acquisirne la piena consapevolezza per prepararsi ad affrontare in modo efficace obiezioni ed imprevisti. Sotto questo profilo la conoscenza può diventare utile per affrontare tutte quelle situazioni conflittuali che si presentano nella vita quotidiana quali, ad esempio, un colloqui di selezione, il rapporto tra colleghi e superiori in ambito lavorativo.
Ovviamente se si vuole fare fruttare in modo efficace quanto appreso, la sola lettura del libro non è sufficiente, ma può costituire una valida e stimolante base di partenza incominciando, ad esempio, ad imparare quella metodologia alla replica vera e propria che può essere molto utile nella vita di tutti i giorni.
SCHEDA DEL LIBRO