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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Gente di Dublino - James Joyce

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/32792548@N04/4132861163 (Album di SoniaT 360)

"Gente di Dublino" potrebbe essere definita l'opera della nostalgia perché la sua stesura avvenne quando James Joyce si trovava a Trieste lontano dalla sua Irlanda a seguito di un esilio autoimposto che lo portò a lunghe peregrinazioni in giro per l'Europa. Si è discusso molto se Joyce  avesse respinto la sua irlandesità o se la invocasse ogni qual volta si trovava lontano dalla sua terra, una cosa però è sicura: Joyce non visse il profondo fermento nazionalista che andava affermandosi  in Irlanda in quegli anni  e rifiutò poi con un malcelato fastidio le posizioni di un certo rigido cattolicesimo a cui avevano invece aderito i suoi connazionali e questo. nonostante egli avesse  scelto in gioventù di iscriversi all'università cattolica di Dublino. Sotto questo punto di vista Joyce seguì solo la sua vocaziona artistica dove il punto di riferimento fu  comunque nel bene e nel male, Dublino i lsuo paese natio più che l'Irlanda.

"Gente di Dublino" è l'occasione per conoscere in 15 racconti brevi l'ambiente sociale della Dublino in cui Joyce crebbe e si formò; i racconti espressi sotto forma di bozzetti pur essendo legati alla gente di Dublino costituiscono uno dei primi "esperimenti" attraverso cui l'artista irlandese riflettè sulla natura umana, esperimenti che troveranno la loro forma realizzata in quel capolavoro della narrativa mondiale che è l'Ulisse definito da Erich Auerbach come l'opera "enciclopedica, specchio di Dublino e dell'Irlanda, e specchio dell'Europa e dei suoi millenni".

L'originale impostazione dell'opera consiste nella divisione in 4 momenti della vita a cui si ricollegano una serie di racconti nei quali i protagonisti sono i personaggi di Dublino della fine dell'Ottocento, personaggi che si muovono sullo sfondo di una serie di circostanze della vita locale della città. L'apparente "localizzazione" delle storie non toglie il respiro universale dell'opera che potrebbe quanto ai contenuti raccontati essere la narrazione di fatti e circostanze di qualsiasi altra città del mondo, dimostrazione che l'uomo spesso reagisce nel medesimo modo al di là delle specificità storiche in cui nasce e si muove.

Joyce riesce con il suo stile narrativo dai periodi brevi ma intrisi di forza poetica a trasmettere nel lettore contemporaneo le passioni e i sentimenti di una serie di tipi umani che costituiscono un campionario antropologico della gente comune che vive nel tempo e oltre il tempo. Le stratificazioni accumulatesi nel vissuto della gente di Dublino costituiscono l'insieme dei valori condivisi e convissuti da una comunità che nello svolgersi della quotidianità affronta quelle piccole cose che hanno un solo nome: vita.  

 

 

 

CONTENUTI DEL LIBRO

La divisione in periodi che segue è illustrata per puri fini esplicativi:



  • Periodo pre-adolescenziale.


La narrazione che ha le sue radici nelle vicende personali  di Joyce, è improntata sull'onda del ricordo della propria infanzia caratterizzata da profondi turbamenti e delusioni. Joyce narra della vita di un bambino con le sue inquietudini e le sue delusioni,  il ricordo di quel bambino a cui guarderà spesso con rabbia e nostalgia non lo abbandonerà per tutta la vita. Emblematico è l'episodio narrato ne "Le sorelle" in cui il bambino fa visita alla camera mortuaria dove si trova il cadavere del Reverendo James Flynn. Il sentimento di terrore del ragazzino provato dinanzi al corpo del morto  lo si avverte nella descrizione magistrale espressa con queste brevi ed efficaci pennellate:

"Fantasticai che il vecchio prete sorridesse, steso lì nella bara. Ma no, quando ci alzammo avvicinandoci al capezzale vidi che non sorrideva. Giaceva solenne e imponente vestito come per la messa, e le grosse mani tenevano mollemente un calice. Il volto era truce, grigio e pesante, con narici scure e cavernose circondate da una rada peluria bianca. Aleggiava un odore greve nella stanza -i fiori".

La serie dell'Infanzia prosegue con altri due racconti "Un incontro" e "Arabia"; nel primo il bambino, dopo avere marinato la scuola insieme a un compagno, incontra un uomo che con insistenza si prodiga in un monologo in cui sono presenti numerosi tentativi di portare i bambini sull'argomento sessuale; nel secondo racconto il ragazzino decide di andare in un bazar per comprare un regalo alla sua fidanzatina, ma giunge dinanzi al chiosco quando è ormai in procinto di essere chiuso.




  • Periodo della prima giovinezza


I racconti sono improntati da un forte distacco che rivela una sostanziale incapacità di reagire ai fatti della vita. I racconti presenti sono: "Eveline" in cui si narra di una giovane che si dimostra titubante a lasciare l’Irlanda per partire alla volta degli Stati Uniti insieme al suo fidanzato; a seguire: "Dopo la corsa", i "Due galanti" e  "Pensione di famiglia" in cui viene narrata la storia di un matrimonio combinato da una proprietaria di una squallida stamberga, quel matrimonio viene presentato come una prigione che toglie qualsiasi libertà.



  • Periodo dell'età adulta


I racconti sono 4: "Una piccola nube", "Rivalsa", "Polvere", "Un caso pietoso", al centro dell'attenzione di ogni singolo racconto vi è sempre un intellettuale che frustrato e deluso non riesce ad inserirsi nella vita sociale, la difficoltà di relazionarsi con gli altri è aggravata dalla sostanziale incapacità ad attendere alle normali incombenze della quotidianità.



  • Periodo della vita in società


Consta di 3 racconti: "Il giorno dell’edera" in cui la scena politica irlandese viene descritta con la sagace ironia di chi non si sente coinvolto; "Una madre"  dove la figura materna viene illustrata come una figura invadente e soffocante; "La grazia" in cui Joyce presenta l'ipocrisia delle gerarchie della Chiesa più attente a difendere se stesse che a perseguire gli obiettivi degli ideali cristiani; "I morti" racconto a sé stante che può essere considerato un capolavoro di narrazione breve paragonabile solo al genio letterario di Pirandello.



Gente di Dublino è un'opera gradevole che si legge tutta d'un fiato, a differenza dell'Ulisse, il lettore non dovrà decodificare linguaggio e circostanze narrate e troverà nei fatti narrati elementi sufficienti per ragionare sulla propria condizione di uomo contemporaneo.

 

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/43666171@N07/5791191826 (Album di The Daring Librarian)

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