Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
L'educazione dell'infanzia nel pensiero e nell'opera di Ferrante Aporti (1791-1858), sacerdote e docente di teologia presso il Seminario di Cremona è stata una risposta all'indifferenza della cultura dell'epoca verso le istanze dei minori, nella cui condizione era considerata preponderante il fattore istintivo rispetto a quello razionale.
Per Ferrante Aporti l'infanzia non solo era l'età più delicata della vita di un essere umano ma anche quella che richiedeva maggiori attenzioni da parte degli adulti, anzi proprio l'infanzia doveva essere considerata alla stregua di una pianticella che se ben curata avrebbe dato copiosi frutti durante l'età adulta.
L'educatore dell'infanzia aveva quindi un compito pricipale: rivolgere la massima cura alla formazione intesa come sentimento morale-religioso a cui doveva essere affiancata un'intensa attività fisica che occupava cinque ore al giorno rispetto alle nove che i bambini trascorrevano alla scuola per l'infanzia.
Altro aspetto importantissimo teorizzato dall'Aporti riguarda la conoscenza dei bambini a cui bisogna prestare la massima attenzione per quanto riguarda le esigenze im modo da conquistare la fiducia di quelli che venivano definiti i "più timidi e i più miseri".
I compiti dell'educatore si possono riassumere quindi nei seguenti punti:
COME SI SVILUPPA IL SENSO DI MODERAZIONE
L'esempio dei genitori è fondamentale per fare germogliare questa virtù, i genitori non devono mai dare in escandescenze davanti ai propri figli. I primi educatori sono quindi i genitori che devono creare un clima favorevole all'interno della famiglia.
IL VALORE RELIGIOSO
Su questo punto l'Aporti insegnava:
"Si può vivere felici, senza essere sapienti ma non si può essere tali senza Religione: per essa l'anima nostra ha vera pace, e trionfa delle passioni.....Inoltre nella sventura non ci rimane altra consolatrice, e nella fortuna null'altra moderatrice.....Importa quindi assaissimo che la cognizione come la pratica della Religione sia insinuata nell'animo dei fanciulli sino dall'età più tenera. Le impressioni che allora si fanno sono indelebili e si deve operar di maniera che questi servano a radicare si profondamente i sentimenti di religione in quei teneri animi, che né foga delle passioni, nè la forza violenta e contagiosa del mal esempio valgano a sdradicarli".
Se ti interessa l'argomento puoi anche consultare:
http://rete.comuni-italiani.it/wiki/San_Martino_dall'Argine/Lapide_2_a_Ferrante_Aporti (link)
http://www.cgmtorino.it/ferranteaporti.htm (link)