Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
PASQUALE GALLUPPI
Pasquale Galluppi è stato, insieme al Rosmini e al Gioberti uno dei maggiori esponenti dello Spiritualismo Italiano il cui ambizioso compito fu quello di revisionare criticamente il pensiero europeo rivalutando la filosofia come scienza delle scienze il cui valore normativo ed etico doveva essere sorretto dalla trascendenza divina. Galluppi evidenzia quelli che a suo parere erano i principali errori del pensiero europeo arrivando a queste conclusioni:
Cartesio che creando la realtà invece di scoprirla finì coll'identificare il valore logico con la realtà ontologica, inoltre Cartesio negando l'importanza dell'esperienza non seppe cogliere l'oggettività della percezione degli oggetti esteriori costruendo una filosofia priva di ogni contatto con la realtà senisbile.
Malebranche portò alle estreme conseguenze la filosofia cartesiana approdando ad un inconcludente monismo spinoziano.
Spinoza negò ogni ruolo dell'esperienza concependo una natura a priori che condusse il razionalismo al panteismo. L'errore di Locke fu -secondo il Galluppi- quello di avere spianato la strada all'empirismo le cui
estreme conseguenze si sono viste in una forma di empirismo mostruosa come quella teorizzata da Helvetius.
Galluppi non risparmia le critiche a Condillac, Hume e Berkeley, il primo ha condotto l'empirismo alla deriva del sensualismo, Hume invece ha condotto l'empirismo verso posizioni scettiche mentre Berkeley partendo dalla negazione dell'esperienza è approdato ad un idealismo dogmatico.
Kant è un condensato degli errori precedenti che lo porta ad elaborare un soggettivismo trascendentale che non sono altro che uno scetticismo e un empirismo mascherati.
Hegel, Fichte e Schelling costruiscono il loro idealismo derivandolo direttamente da Kant ed approdando ad un nichilismo inconcludente e difficile da comprendere a causa dell'utilizzo di termini astrusi e di concetti indecifrabili.
Galluppi bolla i pensieri di questi tre filosofi come un delirio che merita compassione non solo per le loro filosofie indecifrabili ma anche perché negando la realtà individuale non danno una soluzione alla problematica gnoseologica.