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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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Il gatto nero - Edgar Allan Poe

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Fonte immagine: http://www.flickr.com/photos/43233971@N07/5091382855 (album di RTLibrary)

 

 

 

 

 

 

 

Edgar Allan Poe inizia il racconto con queste parole: 

"Per il più folle e insieme più semplice racconto che mi accingo a scrivere, non mi aspetto né sollecito credito alcuno".

Avendo letto questo racconto qualche decina di volte, ci siamo spesso soffermati sull'incipit e abbiamo cercato di decifrarlo dando ora questa ora quella spiegazione:

Che il racconto sia tra i più folli dello scrittore di Boston non c'è dubbio, oltre tutto è anche tra i più corti, ma è ciò che dice dopo che è inquietante, Poe scrive infatti che il motivo per cui ha deciso di mettere nero su bianco nasce dal fatto che si vuole liberare l'anima.

Il punto è proprio questo da una parte la razionalità di coloro che trovano sempre una spiegazione logica a tutto e dall'altra quelli che (io faccio parte di questa schiera) dinanzi a certi racconti rimangono terrorizzati e distrutti e per dirla alla Poe torturati.

LA DIABOLICA INTEMPERANZA DEL PROPRIETARIO DEL GATTO

Plutone è il nome del gatto protagonista del breve racconto, un animale grande e molto bello, "tutto nero e intelligente al massimo grado". Chi mette in moto la diabolica storia è però il proprietario del gatto che dopo essere ritornato a casa per l'ennesima volta in preda all'alcool afferrò il gatto per il collo e lo strinse con forza, il gatto reagì mordendolo e provocandogli una ferita a questo punto la reazione da parte del padrone fu violentissima e terribile: prese un coltello e cavò un occhio al gatto.

Una volta svaniti i fumi dell'alcool il proprietario si accorse del crimine perpetrato ma riprese a bere mentre il gatto girava per la casa con l'orbita di un occhio completamente cava (spaventoso).

DOPO AVERGLI CAVATO UN OCCHIO LO IMPICCA

La perversità del proprietario però non si limitò all'accecamento, impaurito e infastidito dalla presenza del gatto senza occhio prese una corda e lo impiccò al ramo di un albero.

A questo punto sospendiamo di raccontare la storia in modo che il lettore possa conoscerne il seguito, ma vorremo condividere alcune riflessioni scaturite dalla lettura di quello che rimane per me uno dei racconti dell'orrore più riusciti di Poe.

LO SPIRITO DELLA PERVERSITÀ

Può l'antipatia verso qualcuno portare alla perversione? Poe dà una risposta che assomiglia ad un teorema: l'uomo possiede naturalmente una malvagia perversità che lo governa e per questo cade nel male. Questo impulso primordiale per quanto si cerchi di dominarlo esce continuamente fuori con la sua forza distruttiva al punto che l'anima finisce col "torturare se stessa".
Il testo di Poe non è ovviamente un trattato di psicologia ma il racconto dell'inconscio ci immerge in un labirinto nel quale si trova difficoltà a distinguere il vortice del male che assale il protagonista, chi è il male il gatto nero che diventa sempre più diabolico o il "padrone"? Finché la storia incalza diventa difficile distinguere poi si finisce col solidarizzare con il gatto, è l'uomo che ha messo in moto la macchina dell' "Orrore e del Crimine", ed è sempre l'uomo che corre diritto verso la morte.

Eppure alla fine il dubbio nel lettore rimane perché il gatto nero diventa il simbolo del male a cui viene riservato un trattamento orrendo: viene murato dietro una parete.


BASTA UN SECONDO PER CADERE NELL'ABISSO

Abbiamo letto quasi tutto quello che c'era da leggere di Poe, tra cui l'edizione integrale dei racconti, sul tema della vendetta e dell'assassinio lo scrittore americano ha incentrato i seguenti altri quattro racconti:

  •  Il barile di Amontillado; 
  •  Il genio della perversione;
  •  Hop-Frog;
  •  Sei tu il colpevole.


Tutti questi racconti come "Il gatto nero" ci buttano all'interno di un mondo magmatico del quale bisogna avere paura, è facile cadere nell'errore, è facile scivolare nell'abisso del non ritorno, ci vuole niente a reagire in modo inconsulto e a crearsi dei fantasmi che divorano letteralmente l'anima.


ORIENTAMENTI 

Consigliamo la lettura di un'edizione che contiene le opere migliori di Poe, il lettore (anche moderno) - di questo ne sono certo- sarà coinvolto in modo totale da racconti che non possono essere liquidati come semplice narrativa.

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