Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
I romanzi d'avventure e molti dei classici della letteratura dei ragazzi, sono stati determinanti nella formazione di molte persone; per un adolescente di qualche anno fa i libri di Emilio Salgàri e di Jules Verne erano le letture più frequenti e, a distanza di anni, possiamo dire che quei romanzi sono ancora validi come lettura d'evasione. Forse il genere potrebbe apparire datato sotto il profilo della formazione ma questo dipende escluivamente dal convincimento dei formatori, in ogni caso penso che leggere Verne e Salgàri arrcchisca molto di più che dedicarsi solo ed esclusivamente alle attività ludiche multimediali.
L'AUTORE
Jules Verne nacque a Nantes nel 1828, considerato il maestro dei romanzi d'avventura, pubblicò nel 1863 il romanzo che lo rese celebre: "Cinq semaines en ballon", "Cinque settimane in pallone", è il primo romanzo di quel ciclo celeberrimo di racconti che va sotto il nome di "Viaggi straordinari".
Verne fu figlio del suo tempo, visse il clima delle magnifche sorti e progressive del positivismo riponendo un'ottimistica speranza nelle capacità della scienza, grande divulgatore delle scoperte tecnologiche ne anticipò in larga misura la realizzazione. E' sorprendente notare che prima di lui solo Leonardo da Vinci immaginò cose che poi gli uomini realizzarono, forse traendo spunto proprio dalle sue intuizioni.
I suoi romanzi più noti sono: Ventimila leghe sotto i mari, Il giro del mondo in ottanta giorni, L'isola misteriosa e Michele Strogoff.
L'ANGOLO PERSONALE
L'isola misteriosa è un romanzo che piace per la sua carica di suggestione che possiamo accostare a quell'altro strardinario racconto che è "Robinson Crusoe".
Pur non essendoci analogie tra le due storie, il tema del viaggio e dell'incerto è presente in entrambi, se Robinson approda dopo un naufragio in un isola anch'essa misteriosa e si adatta alla nuova vita, i protagonisti del romanzo di Verne sono anch'essi dei sopravissuti che finiscono in un isola altrettanto misteriosa (e deserta), il mezzo di approdo in questo caso non è però un'imbarcazione ma una "navicella" aerostatica. Sono le 4 del pomeriggio del 23 marzo 1865, il pallone va in avaria in seguito ad una terribile tempesta, la mongolfiera incomincia a perdere quota fino a cadere nei pressi di un'isoletta solitaria.
Alla ricerca di un luogo in cui trovare ricovero, i "sopravissuti" si dedicano a soddisfare la prima esigenza di qualsiasi uomo: costruirsi un rifugio. Questo è il punto comune ad entrambi i romanzi: la rierca di un luogo sicuro dove poter costruire una casa dove poter abitare e dove poter mettere le cose salvate dal naufragio, cose preziossime per affrontare la nuova vita.
Le due materie prime essenziali per costruire la casa sono la pietra e il legno degli alberi, ma ecco la differenza tra il Robinson Crusoe di Stevenson e il gruppo di sopravvisuti raccontati da Verne: il primo ritorna allo stato primitivo ed utilizza solo le materie prime (pietra e legno) per costruirsi gli utensili di cui ha bisogno, i secondi invece riproducono la tecnologia di cui hanno bisogno servendosi di tutte le loro conoscenze. Un ulteriore differenza risiede nel fatto che "la casa" è in realtà una grotta, esiste di già e il legno serve per costruire gli utensili.
Il problema dell'illuminazione, ad esempio, venne risolto fabbricando delle steariche con del grasso, ma sono innumerevoli le soluzioni "tecnologiche" trovate dal gruppo dei naufraghi per affrontare la vita nell'isola. E' curioso che Verne -grande anticipatore del futuro-descrive nel romanzo un vero e proprio telefono, è probabile che fosse venuto a conoscenza dell'invenzione di Antonio Meucci che costruì il primo apparecchio nel 1871, mentre "L'isola misteriosa" venne pubblicata per la prima volta nel 1874.
Troviamo affascinante la figura dell'ingegnere Cyrus Smith che come Verne aveva un sincero entusiasmo per le conoscenze scientifiche e per la scienza. Cyrus Smith era un americano originario del Massachusetts il quale aveva la cultura di uno scienziato e nel contempo si era formato da sè lavorando con martello e piccone. Uomo di fine intelletto e di grande manualità rappresenta l'ideale di uomo concepito da Verne. Non solo grande mente dalle fervide intuizioni ma anche un uomo in possesso di grande abilità manuale in grado di realizzare ogni cosa.
Un altro personaggio che anima la storia è Ayrton, un personaggio che viene trovato nell'isola dove vive allo stato primitivo, dopo averlo incontrato, lo portano nel loro rifugio, lo lavano, gli tagliano i capelli e le unghie e gli fanno recuperare la memoria. Ayrton racconta di essere stato abbandonato nell'isola perchè era un ladro, ma in realtà è un perseguitato che non ha niente a che fare con la figura del criminale; in un certo senso ispira tenerezza e il lettore non può che provare simpatia per questo uomo regredito allo stato selvaggio, una sorta di barbone dell'isola che non ha più una vita sociale.
La mente fertile di Verne descrive una società nella quale , all'interno dell'isola inispitale, ognuno svolge un ruolo funzionale agli altri, niente si perde, ogni conoscenza è utile, ogni componente della compagnia si rivela essenziale alla vita degli altri anche nelle cose più semplici; ad esempio Pencroff, uno dei membri della compagnia, conosceva 52 modi di cuocere le uova.
I naufraghi -scrive Verne- "non dovevano aspettarsi nulla se non da se stessi", essere dei risolutori anche nelle circostanze estreme è l'insegnamento di questo romanzo che più che un romanzo di avventure è un vero e proprio manuale di sopravvivenza.
In conclusione consiglio la lettura del libro a tutti a prescindere dall'età, piuttosto che vedere improponibili "isole dei famosi" questo bellissimo romanzo di Jules Verne stimola la fantasia e resterà sempre famoso ad imperitura memoria, mentre i "famosi" e meno famosi cadranno nell'oblio.