Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
Gustave Flaubert è ritenuto uno dei più grandi scrittori della letteratura di ogni tempo, eppure per tutta la vita non fu mai consapevole della sua bravura al punto che provò tutti i generi letterari e tentò pure di avvicinarsi al teatro, forse il suo più grande amore, quello non corrisposto.
Come molti autori, i critici della letteratura hanno raccolto l'epistolario di Gustave Flaubert impedendo in tal modo che anche questa parte della sua opera andasse perduta.
"Lettere a Louise Colet" non è un libro che nasce come tale, ma è una raccolta postuma delle lettere che il Signor Gustave Flaubert, insigne letterato, inviò alla sua amata, tale Louise Colet.
Ammettiamo che leggendo queste lettere si può provare un certo disagio ma solo per il fatto che ci è sembrato di violare un'intimità che purtroppo ora può essere sotto gli occhi di tutti, complicanza questa che affligge tutti coloro che sono destinati alla fama eterna.
LE TUE PANTOFOLINE SONO LI' SOTTO GLI OCCHI MENTRE SCRIVO
"Le tue pantofoline sono lì sotto gli occhi mentre scrivo...." Louise era piccolina? Che numero di scarpe portava? Mah curiosità che poco servono a chi ama le opere di Flaubert, ma sono utilissime per ricostruirne la personalità.
Flaubert pensava a Louise, leggeva e rileggeva le sue lettere e poi le riponeva in un sacchetto ricamato, che incredibile delicatezza mostrava Gustave! Quale uomo oggi stamperebbe una email e poi la riporrebbe in un sacchetto ricamato e profumato? Probabilmente nessuno e la missiva elettronica sicuramente andrebbe a finire nel "cestino telematico".
Flaubert scriveva in una carta orlata di nero (un po' funerea non credete?) ed era solito passare gran parte delle serate con Louise e dove andavano i due amanti? Non certo in uno dei tanti centri commerciali che sono diventati luoghi di aggregazione anonimi e che allora ovviamente non esistevano, ma lungo dei viali alberati illuminati dalla luce fioca dei lampioni a lanterna; i due piccioncini stavano adagiati mollemente su di un calesse dondolante e probabilmente si tenevano per mano vagando per la Parigi notturna di metà Ottocento. Gustave era davvero un romanticone, con quei baffoni e l'aria da burbero non si direbbe proprio!
E mentre il nostro baffuto letterato scriveva con penna e calamaio, ripensava al tempo trascorso con la sua Louise e ai movimenti del piedino di lei nella pantofolina calda (era una fissazione, va bene che i piedi possono essere un simbolo di attrazione erotica, ma ci è sembrato molto insistente sulle estremità inferiori e sulle pantofole).
Molte delle lettere terminano con "Tutte le tenerezze che vorrai", insomma Gustave era un coccolone romantico avvezzo alle tenerezze.
In una lettera Flaubert scrive di sentirsi a pezzi e che l'amore per Louise lo ha inebetito e sfiancato e le dice di averla trovata di "una squisita dolcezza", ma si confessa ammettendo di essere un uomo che non crede più a niente, neppure a se stesso e si rivolge dicendole "tu sei una bambina"; probabilmente, oltre all'atteggiamento di lei alquanto infantile (a detta di lui), tra il satiro romantico e la ragazza dal piccolo piede, vi doveva essere una notevole differenza di età.
SÌ TI DESIDERO PENSO A TE
É una costante....ripensa a Louise ai suoi piedi ma anche ai boccoli che scendevano sulle spalle bianche e ricorda a Louise che i suoi baci sono pieni di calore, di passione, ma avverte anche il senso della fine dicendole:
"La contemplazione di una donna nuda mi fa pensare ad uno scheletro", ma le dice che il suo amore è così forte che grazie a lei ha conosciuto l'amore vero mentre prima per calmare l'ardore che provava per alcune andava a spegnerlo da altre; Gustave a quanto pare era romantico ma amava l'amor profano a cui seguivano intermezzi di astinenza totale.
ORE 11 DELLA SERA