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Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie

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LEGGE PENALE PER GLI IMPIEGATI (Giuseppe Giusti)

LEGGE PENALE PER GLI IMPIEGATI

 

1 Il nostro sapientissimo Padrone

  Con venerato motuproprio impone,

  Che da oggi in avanti ogn'impiegato,

                Per il ben dello Stato,

2 ( Per dir come si dice) ari diritto;

       E in caso d'imperizia o di delitto,

       Lo vuol punito scrupolosamente

                      Colla legge seguente:

3 Se un real Segretario o Cameriere

      Tagliato, puta il caso, a barattiere,

       Ficca, a furia di brighe, in tutti i buchi

                      Un popolo di ciuchi;

4 Se un Cancellier devoto della zecca,

         Sulle volture o sul catasto lecca,

         E attacca una tal qual voracità

                         Alla Comunità;

5 Se a caso un Ispettor di polizia

         Sganascia o tiene il sacco; o se la spia

         Inventa, per non perder la pensione,

                       Una rivoluzione;

6 Son piccoli trascorsi perdonabili

      Dall'umana natura inseparabili,

      Nè sopra questi allungherà la mano

                      Il benigno Sovrano.

7 Ma nel delitto poi di peculato,

       Posto il vuoto di cassa a sindacato

       Chi avrà rubato tanto da campare

                     Sia lasciato svignare.

8 Chi avrà rubato poco, si perdoni,

     E tanto più se porta testimoni

     D'essersi a questi termini ridotto

                     Per il giuoco del Lotto.

9 Se un real Ingegnere o un Architetto

        Ci munge fino all'ultimo sacchetto,

        Per rimediare a questa bagatella

                       Si cresca una gabella.

10 Se saremo costretti a trapiantare

          Un Vicario bestiale o atrabiliare

          Tanto per dargli un saggio di rigore,

                          Sarà fatto Auditore.

11 Se un Consiglier civile o criminale

         Sbadiglierà sedendo in tribunale,

         Visto che lo sbadiglio è contagioso,

                        Si condanni al riposo.

12 Se poi barella, o spinge la bilancia

         A traboccar dal lato della mancia,

         Gli infliggeranno, in riga di galera,

                          Congedo e paga intera.

13 Se un Ministro riesce un po' animale,

         Siccome bazzicava il Principale,

         Titolo avrà di Consigliere emerito

                       E la croce del merito.

 

_________________________________________________________

METRICA: Strofe saffiche (tre endecasillabi e un settenario) articolate secondo lo schema. AA Bb.

Questa poesia venne scritta nel 1835, oggetto della satira sono gli impiegati e i funzionari statali disonesti; la situazione, descritta come sempre in modo scherzoso e ironico dal Giusti, è quella di una società fondamentalmente corrotta in cui gli individui che ricoprono cariche pubbliche, ricorrono a grandi e piccoli sotterfugi pur di raggiungere il proprio tornaconto personale come ad esempio gli sbirri che inventano l'esistenza di complotti e di atti di sovversione per essere premiati. L'autore propone di sanare gli errori e i vizi dei pubblici ufficiali suggerendo di ricorrere a dei "rimedi" paradossali, constatando però che nessuno, a partire dal Sovrano, pensa che possa esservi una soluzione davvero efficace e decisiva.

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