Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
LEGGE PENALE PER GLI IMPIEGATI
1 Il nostro sapientissimo Padrone
Con venerato motuproprio impone,
Che da oggi in avanti ogn'impiegato,
Per il ben dello Stato,
2 ( Per dir come si dice) ari diritto;
E in caso d'imperizia o di delitto,
Lo vuol punito scrupolosamente
Colla legge seguente:
3 Se un real Segretario o Cameriere
Tagliato, puta il caso, a barattiere,
Ficca, a furia di brighe, in tutti i buchi
Un popolo di ciuchi;
4 Se un Cancellier devoto della zecca,
Sulle volture o sul catasto lecca,
E attacca una tal qual voracità
Alla Comunità;
5 Se a caso un Ispettor di polizia
Sganascia o tiene il sacco; o se la spia
Inventa, per non perder la pensione,
Una rivoluzione;
6 Son piccoli trascorsi perdonabili
Dall'umana natura inseparabili,
Nè sopra questi allungherà la mano
Il benigno Sovrano.
7 Ma nel delitto poi di peculato,
Posto il vuoto di cassa a sindacato
Chi avrà rubato tanto da campare
Sia lasciato svignare.
8 Chi avrà rubato poco, si perdoni,
E tanto più se porta testimoni
D'essersi a questi termini ridotto
Per il giuoco del Lotto.
9 Se un real Ingegnere o un Architetto
Ci munge fino all'ultimo sacchetto,
Per rimediare a questa bagatella
Si cresca una gabella.
10 Se saremo costretti a trapiantare
Un Vicario bestiale o atrabiliare
Tanto per dargli un saggio di rigore,
Sarà fatto Auditore.
11 Se un Consiglier civile o criminale
Sbadiglierà sedendo in tribunale,
Visto che lo sbadiglio è contagioso,
Si condanni al riposo.
12 Se poi barella, o spinge la bilancia
A traboccar dal lato della mancia,
Gli infliggeranno, in riga di galera,
Congedo e paga intera.
13 Se un Ministro riesce un po' animale,
Siccome bazzicava il Principale,
Titolo avrà di Consigliere emerito
E la croce del merito.
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METRICA: Strofe saffiche (tre endecasillabi e un settenario) articolate secondo lo schema. AA Bb.
Questa poesia venne scritta nel 1835, oggetto della satira sono gli impiegati e i funzionari statali disonesti; la situazione, descritta come sempre in modo scherzoso e ironico dal Giusti, è quella di una società fondamentalmente corrotta in cui gli individui che ricoprono cariche pubbliche, ricorrono a grandi e piccoli sotterfugi pur di raggiungere il proprio tornaconto personale come ad esempio gli sbirri che inventano l'esistenza di complotti e di atti di sovversione per essere premiati. L'autore propone di sanare gli errori e i vizi dei pubblici ufficiali suggerendo di ricorrere a dei "rimedi" paradossali, constatando però che nessuno, a partire dal Sovrano, pensa che possa esservi una soluzione davvero efficace e decisiva.