Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
C'è stato un periodo che possiamo individuare negli anni prima del '68, in cui coloro i quali sceglievano di intraprendere gli studi di filosofia appartenevano ad una élite intellettuale, poi a partire dagli anni della contestazione, l'interesse per il corso di laurea in filosofia fu dovuto soprattutto a scelte di carattere ideologico, oggi, finita quella stagione, le motivazioni sono legate esclusivamente all'interesse per la filosofia, forse nella convinzione non del tutto sbagliata che gli strumenti critici dati da quegli studi siano i più completi e versatili e che possano essere utilizzati in diversi campi dell'agire umano.
Il presupposto è giusto e condividibile, il risultato però disattende sempre le aspettative perchè la laurea in filosofia oggi non è più utilizzabile per fare, ad esempio, il professore di liceo, è questa una strada chiusa e sarebbe meglio non creare delle false attese dato che da almeno un quindicennio lo sbocco dell'insegnamento sembra essere dal punto di vista occupazionale non più praticabile.
Questo tema viene poco dibattuto anche per il timore che lo svuotamento delle aule universitarie porti alla soppressione dei corsi di laurea, l'uomo non cesserà mai di pensare e continuerà a fare filosofia ma l'organizzazione dei corsi di laurea andrebbe profondamente rivista come anche quella dell'accesso alla carriera universitaria, ci sono troppi fruitori di cose altrui anche tra i docenti universitari e pochi Maestri.
Che ci farebbero i filosofi tra questi amministrativi dei libretti universitari spesso entrati nell'università per contiguità ideologiche con l'ordinario di turno?
La domanda è retorica, la risposta è scontata.