Quando nasce l'idea della parusia: il Giorno di Javhè nell'Antico Testamento.
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Quando nasce l'idea della parusia: il Giorno di Javhè nell'Antico Testamento.
Dal punto di vista cristiano, parlare di escatologia significa fare una teologia dell'al di là, vale a dire ragionare intorno a ciò che c'è dopo la vita terrena dell'uomo o dopo la stessa storia dell'umanità.
Ecco perché il concetto cattolico dell'al di là distingue:
1) Un'escatologia finale: posteriore alla conclusione della storia e alla fine dei tempi.
2) Un'escatologia intermedia: che riguarda ogni uomo ossia la sua morte fino alla fine dei tempi.
Il primo trattato teologico sull'escatologia è stato scritto da San Giuliano di Toledo che lo intitolò "Pronostikon futuri saecoli", successivamente Pietro Abelardo affrontò il tema dell'escatologia nell'opera "Le Sentenze".
Dopo questi primi scritti, la trattazione sistematica dell'escatologia ha fatto riferimento a due avvenimenti:
a) La Parusia.
b) La resurrezione dei morti.
Cos'è la Parusia: il termine parusia indica la venuta gloriosa del Cristo alla fine dei tempi e non la venuta del Messia morto in croce nel tempo storico;
nell'Antico Testamento non c'è un sostantivo che corrisponda alla parola parusia, tuttavia troviamo il concetto de "il giorno di Javhè" che interpreta la speranza degli israeliti di un intervento guerresco di Dio che un giorno annienterà i nemici di Israele.
Il "Giorno di Javhè" sta a indicare per il popolo salvezza, restaurazione, felicità definitiva e questo evento straordinario viene presentato come il giorno di giudizio su Israele, ma anche sugli israeliti che non si sono tenuti in rapporto con Dio.
Ecco allora che questo "Giorno di Javhè" rappresenta l'instaurazione completa del Regno di Dio ed è proprio in questo giorno che si stabilirà un giudizio sulla fedeltà o non fedeltà a Dio.
Il "Giorno di Javhè" nella descrizione vetero-testamentaria viene accompagnato da elementi descrittivi apocalittici quali distruzioni, cataclismi, ma anche da descrizioni apocalittiche positive e non catastrofiche (sorgenti paradisiache, benessere, ecc)
Sebbene non usi l'espressione il "Giorno di Javhè" anche il Deuteroisaia parla di teofania non solo per Israele, ma per tutti i popoli e descrive degli eventi apocalittici che porteranno a "cieli nuovi e terra nuova".
L'unione di queste due linee ha il suo culmine in Daniele (7,13) in cui l'istituzione escatologica si unisce alla speranza messianica, tuttavia bisogna arrivare al N.T. per trovare distinti i due piani: il piano della parusia e quello del Messia.
E proprio nel N.T. troviamo l'idea cardine del cristianesimo: il Messia è venuto una volta, ma verrà una seconda volta.