Accettare la morte o ribellarsi ad essa?
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Accettare la morte o ribellarsi ad essa?
ACCETTARE LA MORTE: Per Martin Heidegger, il maggior rappresentante dell'esistenzialismo filosofico, la morte è un naufragio totale e l'uomo cammina verso questo naufragio.
La posizione antimetafisica del filosofo tedesco lo porta a scartare qualsiasi ipotesi su ciò che sarà dopo la morte.
Heidegger si ferma alla pura esistenza circoscritta nel tempo senza andare al di là dell'esistenza stessa in quanto non è possibile alcuna forma di conoscenza al di fuori di questo contesto.
Non ha senso interrogarsi su qualcosa che sia anteriore o posteriore all'esistenza.
Per Heidegger l'uomo può avere una conoscenza esclusivamente legata al tempo della propria esistenza fisica e non è in grado di avere alcuna cognizione oltre il proprio esistere nel tempo.
Heidegger usa il termine dasein per indicare l'esistenza circoscritta nel tempo e sostiene che l'uomo corre inevitabilmente verso il naufragio totale.
L'uomo è cosciente di questo naufragio, ma non è in grado di poterlo arrestare.
Questo è il motivo dell'angoscia che permea l'esistenza di ogni singolo individuo: ogni uomo è cosciente di andare verso questo naufragio totale, ma pur avendo un sentimento di ripugnanza, è totalmente impotente.
Come affrontare allora la vendetta del tempo? Heidegger propone di accettare il naufragio totale per superare il sentimento dell'angoscia e per raggiungere quella fase che lui definisce dell'esistenza autentica.
RIBELLARSI CONTRO LA MORTE: Di fronte al naufragio totale Miguel de Unamuno propone un'altra soluzione e, a differenza di Heidegger, non dice "dobbiamo rassegnarci".
De Unamuno sostiene che la nostra ragione interpreta la morte come un naufragio totale e che il modo migliore per raggiungere l'esistenza autentica non è quello di accettare la situazione ma di ribellarsi contro il naufragio totale.
Questo ribellarsi non è un fatto razionale ma nasce da un sentimento di ripugnanza nei confronti dell'idea di cessare di vivere.
Questo sentimento non deve essere soffocato con l'accettazione della tragedia piuttosto deve essere coltivato.
La differenza tra testa e cuore: La testa ci dice che c'è questo naufragio nei confronti del quale non possiamo fare niente, però il cuore ci porta a ribellarci.
Come Don Chisciotte lottiamo contro il destino e anche se dobbiamo accettare questo fatto, nel contempo dobbiamo ribellarci coltivando il sentimento dell'immortalità.
De Unamuno rappresenta un punto di partenza per tutto l'esistenzialismo cristiano espresso nella teologia del "Gaudium et Spes" in base alla quale:
L'uomo vive nella sua esistenza, ma l'uomo non limita la sua esistenza nel tempo.