Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
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gli specchi senza le armi al mezzogiorno i moschettieri
esplosero una salva al re
Pijama in noia alle arborescenze rosee l'intossiccazione imcom-
prensibile delle luci sui domi e le marcie nuziali nelle ca-
verne i muschi
beve la selva bianca dei trivelli nel cielo ma tutte tutte le ma-
lattie del metallo le seti dei blocchi roventi sotto alle gi-
randoles giallissime.
il Maestro s'alza dal piano deposizione flemmatica di bianco
in sordina voi scosterete pian piano orizzontalmente le
foreste degli argenti verso la tumefazione dei rumori oscuri
petrolifere ed ora dei gran buchi bianchi ed oro senza
l'opale terrazza sui fuochi trivelli agilissimi nel diatonismo
sempiterno
jadis l'intoxication coula sur le acajous (agli incrociatori che
ritagliano le febbri di prima)
gli specchi senza le carni all'alba
per l'adunata delle pomici sugaro brividi brividi brividi
pomici pomici ardenti in architetture ungheresi cade
l'imposta il beccheggio delle calme balneari, per voi
perché non esistono più gli hotel gioiellerie mai più mai più
valli azzurre
il cielo può attaccarsi alla terra con iperbolidi di miele per
una sigaretta accesa son cadute a fondo tutte le bajadere elettriche di S.Francisco.
IL COMMENTO DI CAIOMARIO
Il potere evocativo delle parole in libertà espresse da Jiulius Evola in questa composizione sono comprensibili all'interno del sentimento estetico da lui espresso in diversi scritti e riassumibili nell'espressione aforistica "Arte è egoismo e libertà"; la composizione che pare sembra scritta di getto, è un esempio di scrittura per brevi immagini comunicate con parole giustapposte che mettono in moto un desiderio purificatore in antitesi con ogni forma di convenzionalismo di tipo espressivo poetico.
La logica dell'esprimersi in libertà non sembra seguire regole codificate, ma il simbolo come spesso avviene in poesia, si presta a molteplici significati provocando il lettore che a sua volta deve fare l'acrobata per intepretare immagini e suggestioni.
Evola espicitò l'impulso al nuovo con queste illuminanti parole:
"L'impulso al nuovo, in tal senso, è dimostrazione di umanità, di abnegazione maggiore: affogamento della personalità all'infinito. Finchè vi sia ispirazione, sentimento, buona fede e sincerità, nessuno è uscito, nè uscirà mai, da quel cerchio in cui son rinchiusi altresì il bruto e l'allucinato".
(Da "Arte Astratta" Julius Evola)