Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
L'ALTRO ASIMOV, NON SOLO FANTASCIENZA
Isaac Asimov è conosciuto soprattutto per aver scritto una grande quantità di racconti di fantascienza, fu uno scrittore fecondo e un creatore di un genere, tuttavia non può essere definito il padre della fantascienza che a pieno titolo spetta a Jules Verne, il primo in assoluto che si servì della finzione scientifica per raccontare storie fantastiche.
E' un percorso lungo quello che bisognerebbe fare per cercare le radici di questo interesse della fantasia letteraria verso la scienza, ma crediamo che il problema sia mal posto in quanto non è la letteratura che si è proiettata verso ardite supposizioni scientifiche quanto la scienza che ha bisogno di fare ipotesi che spesso sono il preludio di nuove scoperte.
Prova di questo andamento è lo spirito rinascimentale che ha trovato la sua incarnazione in Leonardo Da Vinci, forse il più fantascientifico degli scienziati di ogni tempo.
Basta scorrere le figure presenti nel Codice Atlantico per scoprire quanto di fantascientifico c'era nelle supposizioni di Leonardo da Vinci che aveva una caratteristica che possiamo anche ritrovare negli scritti di Asimov in cui la scienza si confonde con la fantascienza: il labile confine che esiste tra i due ambiti è tale solo quando la fantascienza non si è svelata in scienza.
Riteniamo quindi che la lettura delle opere di Asimov debba andare al di là della semplice fruibilità del racconto; questo vale soprattutto nei confronti di chi ha conosciuto Asimov negli anni '70 leggendo la fortunata serie di racconti pubblicati nella collana Urania.
Ricordiamo che nello stesso periodo venivano pubblicate tutta una serie di riviste e di fumetti che vivevano di quello spirito fantascientifico spesso al limite del trash e dell'inverosimile, una di queste riviste proponeva addirittura degli oggetti fantascientifici come, ad esempio, gli occhiali a raggi X che promettevano di vedere oltre i vestiti.
Si trattava ovviamente di una delle più colossali bufale in cui sono cadute migliaia di persone (soprattutto gonzi di sesso maschile) che speravano di poter vedere magari la propria vicina di casa completamente svestita.
Con gli occhiali a raggi X Isaac Asimov non c'entra niente come non c'entrano niente Leonardo e Jules Verne, ma molti di quelli che leggevano l'Intrepido dove venivano pubblicizzati i famosi occhiali, spesso compravano anche Urania, segno di una predisposizione verso l'inverosimile? Probabilmente si, del resto la fortuna di Star Trek deriva anche da quelle frequentazioni fantascientifiche.
Non deve pertanto stupire, fatte queste premesse, scoprire un altro aspetto della complessa personalità di Asimov,legato al suo interesse nei confronti della scienza e della filosofia, senza questo interesse probabilmente non ci sarebbero stati quei racconti.
"L'universo invisibile. Storia dell'infinitamente piccolo dai filosofi greci ai Quark" è una delle opere scientifiche più importanti di Isaac Asimov che non bisogna dimenticare era un professore universitario esperto di biochimica; il libro non può essere tuttavia liquidato come un'opera di divulgazione scientifica in quanto, attraverso la storia dell'infinitamente piccolo, Asimov riflette su come si è evoluto l'approccio dell'uomo nei confronti della materia.
Il confine tra l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande è solo apparente e prima di essere affrontato scientificamente necessita di un approccio filosofico: i primi che avanzarono delle ipotesi sull'infinitamente piccolo furono i greci Leucippo e Democrito d'Abdera, quest'ultimo in particolare fu il fondatore di una delle più importanti accademie scientifiche del mondo antico, probabilmente Asimov si sentiva di raccogliere l'eredità del fondatore dell'atomismo che prima di essere scienziato fu un epistemologo che per primo avanzò una teoria della conoscenza.
Asimov in 300 pagine condensa la storia di qull'universo invisibile dalle origini fino ai giorni nostri: di particolare interesse la parte che riguarda la fisica quantistica.
La lettura del libro è consigliata a tutti soprattutto perchè l'argomento è affrontato senza cadere nelle tentazione di usare un linguaggio tecnico specialistico non accessibile a tutti.
La fantascienza ha bisogno della scienza per narrare storie fantastiche.
SCHEDA DEL LIBRO