Storia della filosofia, letteratura e recensioni librarie
"La notte della Repubblica" è il libro più famoso di Sergio Zavoli e prende il titolo dalla famosa trasmissione condotta dallo stesso Zavoli nel 1989 e andata in onda sulla Rai; quel programma documentario, da cui nacque l'idea del libro, rimane ancora oggi uno dei migliori esempi di giornalismo di alto livello a cui si sono poi ispirate tutte le trasmissioni televisive di inchiesta.
L'obiettivo del libro come della trasmissione era quello di raccontare e di spiegare che cosa accadde in Italia dal 1968 alla fine degli anni '80, l'obiettivo di Sergio Zavoli che fu anche quello di Enzo Biagi era ambizioso purtroppo dei tentativi di colpo di stato che ci sono stati italiani e delle varie stragi che hanno insanguinato piazze, strade, stazioni e treni sappiamo poco e in tutti i casi non si sono mai conosciuti né i colpevoli né i mandanti.
Rimane però l'aspetto cronachistico e il valore storico dei fatti raccontati che partono dal progetto di golpe militare organizzato nel 1964 dal generale Giovanni De Lorenzo, l'evento centrale da cui nacque tutto fu la strage di Piazza Fontana del 1969, non poteva sapere Zavoli in quel periodo gli sviluppo dell'inchiesta giudiziaria ma i dubbi di oggi sono quelli di allora: chi ha ordinato di mettere la bomba? Non basta la parziale verità processuale a dare spiegazioni e il capitolo sulla minaccia di destra golpe e golpisti aiuta parzialmente, se letto oggi, a fare chiarezza sulle collusioni dei servizi segreti con le frange più estreme della destra eversiva e della sinistra più estrema.
Il problema purtroppo irrisolto è quello del cosiddetto "segreto di Stato" che riguarda tutti gli avvenimenti descritti nel libro, su questo aspetto probabilmente il lettore si sarebbe aspettato di più, l'attacco al cuore dello stato è stato condotto proprio da esponenti delle istituzioni e della politica.
Nella carrellata di fatti e personaggi intervistati da Zavoli forse l'unico personaggio che avrebbe potuto fare chiarezza era Giulio Andreotti che in quegli anni era l'esponente più importante e più addentro nel potere. Nessun ministro dell'Interno e nessun presidente della Repubblica a partire dalla bomba di Piazza Fontana si è mai adoperato per togliere il velo sul segreto di Stato, ancora oggi le indagini sono destinate ad arenarsi proprio perché ci si appella a chissà quali ragioni di sicurezza e a quali assurdi interessi di Stato che a quanto pare non sono quelli dei cittadini.
C'è il peggio del peggio dell'Italia che ci portiamo dietro e che ci ha portato dove siamo ora, non bisogna dimenticarlo e non dovrebbero dimenticarlo le nuove generazioni.
Cosa sappiamo dell'omicidio Calvi e di quello Ambrosoli? Cosa sappiamo di Manuela Orlandi e delle collusioni con lo IOR oppure ancora cosa sappiamo della Strage di Ustica ? Cosa sappiamo oggi sulla trattativa Stato-Mafia o sulla Strage di Bologna? Pochissimo e in molti casi nulla, assolutamente nulla. La verità processuale non è la verità, questo bisognerebbe tenerlo a mente ad ogni ricorrenza
Se non partiamo da lì, allora di cosa vogliamo parlare? Il tentativo di Zavoli però è onesto e aiuta a comprendere il clima di quegli anni a partire dalla contestazione giovanile e dalla protesta operaia.
Letto con gli occhi di oggi il libro di Zavoli può essere utile, soprattutto in un paese che ha la memoria corta e che dimentica troppo facilmente.
Quando si vogliono trovare dei colpevoli a tutti i costi e non i colpevoli, quando rappresentare un'associazione delle vittime diventa una professione, quando non si chiede ai rappresentanti delle istituzioni che cosa significa apporre il segreto di Stato su certe vicende, la ricerca della verità è inutile.
Chi sono i mandanti? Solo abolendo il segreto di stato è possibile saperlo, un libro purtroppo non basta per superare la cortina fumogena che avvolge i tragici fatti della nostra recente storia....anche se l'ha scritto Sergio Zavoli.
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